Sabato 11 marzo si è svolto il VI Congresso Regionale del partito dei CARC
Sabato 11 marzo, si è svolto presso il circolo di Via delle Porte Nuove 33/r il VI Congresso Regionale del partito dei CARC, che aveva come manifesto programmatico, quello riassunto nello striscione appeso fuori dalla sala dove ha avuto luogo la riunione: “Spezzare le catene UE e NATO, avanti uniti per il Governo di Blocco Popolare per il Socialismo.”

Nel suo intervento la Segretaria Regionale del partito, Silvia Fruzzetti, ha detto che: “Questo Congresso Regionale, è un’occasione oltre che per parlare della linea politica del nostro partito, anche per conoscerci meglio tra di noi e sono quindi contenta che i delegati abbiano accettato questa convocazione congressuale. Per quanto riguarda la politica, siamo qui per ribadire la linea che il nostro partito sta portando avanti da oltre un decennio, di opposizione alle politiche dei Governi e per la costituzione di un Blocco Popolare, che introduca il Socialismo nel nostro Paese. Direi che questa linea politica, sta pagando perchè il partito è in crescita, così come lo sono i segnali di stanchezza e di rifiuto verso i partiti cosiddetti della larghe intese, come dimostra l’astensione massiccia dal voto, prima alle politiche e recentemente alle regionali di Lazio e Lombardia. Ecco perchè dobbiamo interloquire con tutti i comunisti, che militano in altri partiti per riuscire ad affrontare la crisi che la nostra società, sta affrontando a livello globale, considerando anche che il blocco capitalista che l’ha creata, non è un monolite coeso ed anzi, stanno manifestandosi segni di profonde rotture al suo interno, proprio per la complessità strutturale della crisi, che sta diventando difficile da gestire. Ecco perchè a nostro avviso proprio questa crisi rappresenta quella che Lenin, definiva una “situazione rivoluzionaria in sviluppo”. So che a molti simpatizzanti ma anche tra i militanti questa definizione fa venire dei dubbi, considerato che le masse popolari non sembrano propense alla rivoluzione ed anche il movimento comunista è debole e non fa azioni incisive in senso rivoluzionario evidente. Ma invito quanti di voi sono scettici, ad osservare quanto accade nella realtà che ci circonda, dove possiamo notare, alcuni elementi a sostegno di questa nostra tesi leninista. Lenin, infatti, intendeva col concetto di “situazione rivoluzionaria in sviluppo” non l’elemento soggettivo delle masse popolari in insurrezione, ma quello oggettivo della situazione vissuta dalle stesse masse, come prodromo alla rivoluzione. Ecco quindi che gli elementi della nostra realtà, ci portano a vedere proprio una “situazione rivoluzionaria in sviluppo”. ma quali sono questi elementi? Il primo è la crescente difficoltà, come detto, della classe dominante a gestire la situazione di crisi. Il secondo è il peggioramento costante da qualche decennio, ormai, delle condizioni di vita delle masse. Il terzo, scaturito direttamente dal peggioramento delle vita delle masse, è lo sviluppo spontaneo di un diffuso movimento di resistenza, che prende certamente molte strade diverse, ma che testimonia la vitalità sociale che cerca nuove forme di aggregazione spontanea, come hanno dimostrato le manifestazioni, anche a Firenze, contro il green pass, misura vessatoria ed inutile posta in essere dal Governo Draghi. le ultime due elezioni, col trionfo dell’astensione, hanno poi rafforzato queste frange di protesta, tanto che ormai appare evidente che se non dovessero dare alle loro azioni, una parvenza democratica i Governi, farebbero volentieri a meno delle elezioni. Ecco quindi che per noi comunisti, gli appuntamenti elettorali devono essere uni stimolo per spiegare quanto più possibile alle masse, che andando a votare non si risolve il nodo dell’ingovernabilità, anzi, forse lo si stringe, perchè come dimostra anche la vittoria della Meloni ottenuta solo grazie alla finta opposizione al Governo Draghi, ma ben presto costretta, anche lei ad obbedire alle imposizioni sovranazionali. Esattamente come prima di lei, aveva fatto il finto movimento antisistema dei 5 Stelle. Ma anche le primarie del PD, con l’elezione a segretaria di Elly Schlein, evidenziano la debolezza del sistema, perchè anche lei è ben lungi dall’essere l’eroina comunista che viene descritta e certamente porterà il suo partito, che per noi è di destra moderata, rispetto a Fratelli d’Italia e Lega, verso le larghe intese, che ne segneranno il destino.”

Chiara Pastacaldi, invece, responsabile regionale giovani e lavoro, invece, ha detto: “Il nostro partito dal 2014, quando è nato il settore giovani e lavoro, sta considerando strategica la presenza dei giovani alle manifestazioni, insieme a quello delle donne e dei migranti, che sono le categorie sociali che hanno subito le maggiori sofferenze, negli ultimi tre anni. I giovani, in particolar modo, hanno pagato la politica di gestione della pandemia con la criminalizzazione della cosiddetta movida, ritenuta in modo arbitrario veicolo principale del contagio, la chiusura delle scuole ed il conseguente, crescente abbandono scolastico, che li sta condannando all’ignoranza, in barba al cosiddetto diritto allo studio, vilipeso anche dai costi sempre in crescita, per il mantenimento degli universitari fuori sede. Ed è proprio per questo, che vediamo sempre più giovani che si mobilitano in tanti campi, quello scolastico, in primis certo quello scolastico, ma anche quello antifascista, quello ambientalista. E’ importante tuttavia che queste esperienze non si disperdano dopo ogni battaglia, vinta, o persa, non ha importanza, ma anzi, si rafforzino coordinandosi tra loro e magari aderire al nostro partito dei CARC, per aiutarci a lottare con più energia contro il Governo Meloni, che altro non è, se non la prosecuzione di quello Draghi e comunque appare sempre più debole e per questo, è costretto ad usare lo strumento della repressione, che non è solo quella poliziesca nelle strade, ma anche quella giudiziaria nelle aule dei Tribunali, con querele e diffide verso chi non la pensa come loro.”

Insomma si è trattato di un congresso vero e partecipato, che ha sancito l’unità di questo partito e che si è chiuso con una cena conviviale fra i delegati.

Ringraziamo, infine gli organizzatori, per averci riconosciuto l’accredito per documentare con questo articolo, i lavori del loro congresso.

Luca Monti
Ph. Stefano Giannattasio