Vie di Fuga di Lucrezia Sarnari. Un romanzo che racconta l’ ansia da disconnessione e le contraddizioni delle nostre vite onlife
Il panico collettivo che coglie le persone quando si verifica un’interruzione temporanea dei sistemi di messaggistica come whatsapp, dei social network o delle e e-mail.
Lo “smart working” che si trasforma nell’obbligo di rispondere a mail, messaggi, telefonate di lavoro H24 e in qualsiasi luogo, discussioni sui social media che durano giorni e giorni con la nascita di tifoserie o fazioni che si insultano reciprocamente su temi dei quali nel mondo “in presenza” nessuno parla, la percezione mediatica di fenomeni sociopolitici come le guerre, la “seconda vita” che molte persone hanno nel mondo “virtuale”. Secondo il filosofo Maurizio Ferraris quella della connessione perenne è l’era della mobilitazione totale.
Uscito nel periodo delle restrizioni sanitarie, nell’estate 2020, Vie di Fuga di Lucrezia Sarnari parla di un’ansia tipica del mondo di oggi, dell’epoca dei social: quella da disconnessione, definita dagli psicologi come sindrome Fomo.
L’autrice immagine che un giorno una vasta porzione dell’Umbria sia tagliata fuori dalle connessioni internet con effetti imprevisti sulle vite dei protagonisti. Il libro tratta anche un altro tema attualissimo, la diversità radicale tra la vita delle grandi città e quella dell’Italia profonda della provincia.
Che cosa potrebbe succedere nelle nostre vite onlife, come le definisce il filosofo Luciano Floridi, che si dipanano in uno luogo intermedio tra il mondo fisico e lo spazio virtuale racchiuso in smartphone e pc, se un giorno una tempesta solare mandasse in “down” le connessioni internet di una vastissima zona dell’Italia Centrale? Il termine “down” ricorda “lockdown”, un evento imprevisto che irrompe a rivoluzionare le nostre vite, e la riflessione sulla nostra dipendenza dalle relazioni virtuali il film di Paolo Genovese “Perfetti Sconosciuti”.

La protagonista Giulia è un’insegnante di 37 anni, intrappolata in una vita che le sta sempre più stretta, tra un matrimonio ormai spento con il collega Mattia, che non ama più, e il sogno di diventare scrittrice a tutti gli effetti. La via di fuga di Giulia è un corso di scrittura creativa che le consente di lasciare tutti i fine settimana Perugia, la sua città natale, per raggiungere Roma. Qua conosce Carlo, giornalista che si occupa di politica. Dopo la grigia relazione con Mattia, per Giulia è arrivato finalmente il momento di conoscere l’Amore con la A maiuscola? Gli incontri “reali” tra Giulia e Carlo sono ad alto livello di coinvolgimento erotico. Ma Carlo è sposato, e non sembra intenda lasciare la moglie, il corso sta per finire… e la loro relazione si trasforma in un’intesa virtuale: messaggi, notifiche, spunte, batticuori virtuali. Una via di fuga da una realtà che la soffoca. Accanto a Giulia, le due amiche storiche, la collega Francesca e Irene, che lavora in un negozio di scarpe.
Come Giulia, anche le due amiche, che lei crede di conoscere benissimo, hanno delle “vie di fuga” custodite segretamente nei loro telefoni e pc.
Il “down” provocato dalla tempesta solare costringe le persone a uscire di più, per incontrarsi anche fisicamente e parlarsi. E le “vie di fuga” virtuali escono allo scoperto: Francesca ha una relazione con il cameriere del bar che frequentano abitualmente, Irene è segretamente attratta da una donna, l’impiegata della banca vicina al suo negozio Benedetta. Irene e Benedetta hanno fatto l’amore una sola volta, esperienza che per l’amica di Giulia è stata bellissima e indimenticabile. Irene fatica, tuttavia, a lasciarsi andare al suo nuovo amore, mentre per Francesca si tratta (almeno in apparenza) di una storia di sesso senza importanza.

Accanto alle vite delle tre protagoniste, ci sono quelle degli studenti come Lara, Stefano e Camilla. Anche in questo il “down” della tempesta solare ha un ruolo importante, perché impedisce a un video girato da Stefano, ragazzo ricco e benestante, durante il suo incontro con Camilla, di girare velocemente sui telefoni degli amici facendolo diventare virale e rischiando di esporre la ragazza alla “gogna pubblica”. Questa parte, secondaria, induce a una riflessione interessante sul tema del sexting e del cosiddetto revenge porn: ad essere vittima sono quasi sempre le donne. Al di là della violazione della sfera intima e privata che comporta il revenge porn, è un indicatore della cultura bigotta che permea la società italiana. Se per il ragazzo mostrare il video è motivo di vanto, per Camilla sarebbe motivo di vergogna, come se il piacere femminile fosse di fatto ancora tabù. Numerosi tragici casi di cronaca lo dimostrano.
Il “down” delle connessioni internet costringe quindi le protagoniste a mettersi di fronte alle loro scelte: limitarsi a piccole “vie di fuga” rispetto a una vita quotidiana che le opprime, o prendere la loro stessa vita in mano e rovesciare il tavolo? Per Giulia, prendere l’auto e andare comunque lo stesso a Roma a incontrare Carlo?
Vie di Fuga (con il bel sottotitolo “la vita da adulti fa schifo”) è un romanzo apparentemente leggero, ma in realtà carico di riflessioni psicologiche e sociali. Per Giulia, che abita in una città medio-piccola come Perugia, il binario est di Roma Termini è lo spartiacque tra due Italie.
Non a caso, sia a Roma Termini che a Roma Tiburtina, i binari che collegano la capitale con l’Italia profonda delle regioni centrali appenniniche (Umbria, Abruzzo, Molise, Castelli Romani) sono separati da quelli dell’alta velocità che la collegano con le metropoli del Nord e del Sud.
Lo stesso tema attorno al quale ruota la mostra di Cristiano Carotti “Tra cane e lupo” della quale abbiamo parlato in un articolo di qualche settimana fa: lo stesso “spartiacque” immaginario lo ritroviamo anche uscendo dalla città e imboccando la Flaminia o la Salaria.
E poi quanto la nostra vita è dipendente dai dispositivi virtuali? Per alcune persone è più reale la vita racchiusa nello smartphone o nel pc che una vita quotidiana nella quale ci si trascina a volte per inerzia come maschere pirandelliane.
Il down elettronico costringe a uscire per incontrarsi davvero, e insieme, un po’ come accaduto per il lockdown che pur non c’entrando nulla suona affine, determina per rimbalzo quando finisce, con una perdita o una flessione dei freni inibitori delle persone. Nel libro, la vera natura delle amiche di Giulia viene fuori.
E questo accade anche nella realtà. Forse il periodo di “down” elettronico per alcuni è stato un sollievo?
A un certo punto, la sospensione della vita virtuale finisce e le protagoniste sono messe di fronte a una scelta: rovesciare il tavolo, provare davvero a cambiare vita con Carlo, con il cameriere del locale o con Benedetta, o continuare la vita di sempre allietata dal piccolo spazio di libertà delle “vie di fuga”.
Vie di Fuga di Lucrezia Sarnari, la scrittura è sempre coinvolgente e mai banale, e tutti i temi affrontati sono di grande attualità: dalla sempiterna ricerca del vero amore (“io davvero non lo so, cos’è l’amore” dice Giulia a proposito del suo matrimonio) quello realmente capace di scompaginare le nostre esistenze e le nostre certezze, come accade con Irene, che si riteneva totalmente eterosessuale, quando incontra Benedetta, alla questione del revenge porn, alla particolare morfologia dell’Italia, nella quale pochi minuti di treno separano una capitale ricca di opportunità, ma affollata e caotica, da una provincia apparentemente slow e gentile, con relazioni sociali più strette, che magari però appare a volte un po’ noiosa a chi ci abita. O che in alcuni casi diventa una vera gabbia, come racconta benissimo in un altro libro, La Mala Erba, il romano Antonio Manzini.
Il tema più interessante del libro è quello della dialettica tra “vite virtuali” e “vite reali”. La mobilitazione totale della quale parla Ferraris, l’ansia da disconnessione, l’ansia da “messaggio visualizzato” senza risposta, l’ossessione del controllo dell’altra persona (che esiste oggi in molte coppie anche giovanissime, come mostrano i casi di cronaca dei quali si parla anche in questi giorni, resa più agevole dalle possibilità offerte dalla nuove tecnologie) i fenomeni come il revenge porn, il “distacco” dalla realtà “in presenza” aggravato dalle politiche degli anni scorsi e il fatto che molte persone ormai sembrano davvero vivere in un Metaverso, parlando di gravi fatti politici e sociali come se commentassero una fiction: di tutto questo parla, direttamente o indirettamente, questo libro.
Non sarebbe ora forse di iniziare a cercare delle “Vie di Fuga” da una progressiva virtualizzazione delle nostre vite?

Lucrezia Sarnari è di origine marchigiana, ma oggi vive a Perugia. Lavora come ufficio stampa e giornalista freelance, collaborando con diversi siti e riviste, oltre a curare il blog “Ceraunavodka”. Nel 2018 ha pubblicato il romanzo “Dieci cose che avevo dimenticato”. Vie di Fuga è il suo secondo libro.
Andrea Macciò
Il venerdì degli esodi si trasforma in incubo stop ai treni tra Pisa e Livorno
Il primo venerdì d’agosto, data particolarmente calda, non solo per il clima ma anche per la classica corrispondenza con l’inizio della vacanze…