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Massa: il 15 Febbraio il Giudice di Pace deciderà sul ricorso presentato dalle attiviste di Rivoluzione Allegra contro l’obbligo di green pass sull’autobus nel 2022

di Andrea Macciò
venerdì 2 Febbraio 2024 · 18:15 · 4 min di lettura
Massa: il 15 Febbraio il Giudice di Pace deciderà sul ricorso presentato dalle attiviste di Rivoluzione Allegra contro l’obbligo di green pass sull’autobus nel 2022

Fiorenza Oggi lo aveva anticipato lo scorso ottobre: il 15 febbraio il Giudice di Pace di Massa dovrà decidere anche sulla prima delle quattro sanzioni comminate alle attiviste di Rivoluzione Allegra in occasione della protesta in forma di disobbedienza civile contro il Green Pass sugli autobus del 31 gennaio 2022.

Nell’inverno del 2022, alcune settimane dopo la pubblicazione della controversa legge sull’uso del cosiddetto “super green pass” (che secondo l’attuale premier Meloni, avrebbe risolto la grande contraddizione dello stesso pass: quella di essere richiesto sul Frecciarossa, ma non sulla metro B o sull’autobus) nei luoghi aperti al pubblico e sui mezzi di trasporto indipendentemente dall’età degli utenti, una ventina di attivisti dell’associazione di promozione sociale “Rivoluzione Allegra” diedero luogo a un’iniziativa di disobbedienza civile dal nome “I tuoi diritti sono fuori servizio”.

Giulio Milani durante una manifestazione di Rivoluzione Allegra

Secondo quanto affermano gli organizzatori dell’iniziativa, Rivoluzione Allegra “comunicò alla questura l’intenzione di salire sugli autobus di Massa senza esibire il Green Pass: poliziotti e carabinieri controllarono i nostri documenti e presero le generalità senza verbalizzare la sanzione per inesistenti motivi di ordine pubblico: dalla questura di Massa non ricevemmo nulla, mentre a distanza di pochi mesi 6 nostre attiviste identificate dai Carabinieri ricevettero altrettante multe da 400 euro l’una”.

Le attiviste del movimento apuano hanno deciso di opporsi alla sanzione presso il Giudice di Pace e quella del 15 Febbraio sarà la prima di quattro udienze.

Per sostenere le spese legali delle attiviste, il 31 Gennaio scorso l’associazione ha organizzato una cena di solidarietà e una raccolta fondi che continua e  alla quale è possibile aderire consultando la pagina Fb di Rivoluzione Allegra.

Massa, un momento della cena di solidarietà del 31 Gennaio

Oggi gli italiani sembrano aver dimenticato tutto. L’ex ministro Speranza va in giro per l’Italia a presentare la sua fatica letteraria “Perché guariremo” in compagnia di Giuseppe Conte  e di Elly Schlein (dobbiamo considerarlo un endorsement verso le “misure” assunte da Speranza stesso, facendo cadere ogni dubbio che Schlein, che in quel periodo non era in prima linea, avesse almeno intenzione di chiudere per sempre con la stagione dei lockdown e i suoi protagonisti?). Quello che due anni fa diceva di essere il “dissenso” si entusiasma per proteste di piazza corporative e settoriali, per quanto condivisibili nei contenuti, come quella degli agricoltori, e in molti casi sembra diventato la quarta gamba della maggioranza di destra-centro attuale. Il governo Meloni ha presentato un “piano pandemico” che ripropone tutte le “misure” restrittive adottate dai governi Conte e Draghi. Il ministro delle Infrastrutture Salvini non trovare di meglio che rivangare fatti passati in giudicato con un’assoluzione del 2017 sul caso di Ilaria Salis, affermando che se tornasse in Italia “non potrebbe insegnare” (ma è una competenza del ministero delle infrastrutture?) per cercare di rilanciarsi verso un target elettorale che comprende (basta dare un’occhiata ai social) anche buona parte dei sedicenti dissidenti del 2021-2022.

Massa, manifestazione Rockdown, Ottobre 2021

L’iniziativa di Rivoluzione Allegra è delle sue attiviste appare quindi di grandissima importanza per tenere alta l’attenzione sul fatto che la libertà relativa della quale godiamo oggi è “vigilata” e non è sorretta da nessun limite giuridico su quanto lo stato possa comprimerla in nome del “bene comune”.

Per quanto le sentenze del giudice di pace possano annullare solo la sanzione singola, costituirebbe comunque un precedente (In Italia non esiste un sistema di common law e queste sentenze non fanno automaticamente giurisprudenza, ma possono comunque costituire un punto di riferimento per altre azioni simili) importante per scoraggiare il ritorno di “misure” come quelle assunte nell’inverno 2022, per non parlare di quelle della primavera 2020. Di certo guardandosi attorno non sembra proprio che il paese abbia voglia di ripiombare nell’incubo che lo paralizzò nel 2020-2022, e continuare a parlare e sostenere queste iniziative appare di vitale importanza.

 

Andrea Macciò

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