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di Luca Monti
mercoledì 30 Aprile 2025 · 21:09 · 2 min di lettura

Il 30 Aprile del 1551 nacque a Firenze, il pittore Jacopo Chimenti conosciuto anche come Jacopo da Empoli, o più semplicemente come l’Empoli, per le origini empolesi della famiglia. Si formò artisticamente presso la bottega del pittore Maso da San Friano. Ebbe committenze importanti, tra cui i discendenti di Michelangelo, che lo stimavano molto, come artista, ma non sfondò mai realmente come avrebbe potuto poichè essendo molto pigro lavorava a rilento e gradiva ricevere cospicui acconti, anche in cibo, altro vizio da lui coltivato. Jacopo Chimenti, morì a Firenze il 30 Settembre del 1640 venendo sepolto nella basilica di San Lorenzo. L’opera che vi propongo, in questa Pillola d’Arte, è: “Dispensa con botte, selvaggina, carne e vasellame” visibile agli Uffizi. Si tratta di un olio su tela di 119 x 152 cm, firmato e datato sullo strumento ligneo raffigurato all’estrema destra della tela, dove è possibile leggere: “Di Jacopo da Empoli 1624”. L’opera è ispirata, appunto al cibo, uno dei due vizi coltivati dall’artista e come altri soggetti simili da lui dipinti con una grande varietà di alimenti in primo piano, rappresenta una variante stilistica della natura morta, nota come Dispensa, perchè mostra gli ambienti adibiti alla conservazione ed alla preparazione degli alimenti nelle grandi cucine dei palazzi e delle ville seicentesche. Le dispense erano dotate di grandi tavoli di legno, mensole e lunghe assi di legno sopra le pareti, dotate di ganci per appendere cibi e carni per la stagionatura. Questi elementi si ritrovano tutti nel dipinto, ma il fatto che in tavola ci sia del cibo già mangiato, come la metà di un limone spremuta, accanto ad una torta elegantemente decorata, od il pane spezzato, trasmette piuttosto l’idea di un angolo di una cucina ben fornita, dove sono in corso i preparativi per un pasto sontuoso, al quale non possiamo escludere che l’artista, sia stato presente, vista come detto, la sua abitudine di chiedere acconti “gastronomici” ai suoi committenti, testimoniata da molte fonti. Oppure l’opera potrebbe essere stata ispirata dai gusti alimentari personali dell’artista, che possiamo dire, ha rivoluzionato lo stile della natura morta adattandolo alla propria golosità, più che ad esigenze tecniche.

Luca Monti

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