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di Luca Monti
venerdì 2 Maggio 2025 · 19:05 · 2 min di lettura

Il 2 Maggio del 1695 nasceva a Firenze l’architetto, pittore e scenografo Giovanni Niccolò Servandoni. Figlio di un cocchiere, a vent’anni, si trasferisce a Roma ed in quella città, si formò artisticamente, presso la bottega del pittore Giovanni Paolo Pannini. Si trasferì poi a Parigi, dove ottenne successo di pubblico e di critica come scenografo, con oltre sessanta produzioni. Le sue scenografie, erano famose per i particolari effetti prospettici, con punti di fuga molto scorciati e per l’utilizzo di apparati scenici basati su allestimenti effimeri, ma di grande impatto visivo. Questi apparati scenici, gli venivano dall’esperienza pittorica romana, col Pannini, specializzato in vedutismo, che gli permise di essere ammesso nel 1731 all’Académie Royale de Peinture et de Sculpture come pittore di vedute antiche. A Parigi, realizzò la chiesa di Saint Sulpice, considerata il suo capolavoro in architettura. Giovanni Niccolò Servandoni, morì a Parigi, il 19 Gennaio del 1766. L’opera che vi propongo, in questa Pillola d’arte, è: il “Baldacchino” della chiesa di San Bruno, a Lione, in Francia, unica chiesa barocca di quella città, dove è ancora visibile e realizzato nel 1736. L’opera, a metà tra la scultura e la scenografia, esprime pienamente la capacità dell’artista, di realizzare strutture di grande effetto visivo, con materiali, relativamente poco costosi. Il baldacchino, infatti, che simboleggia la presenza di Cristo, nella Chiesa, si dispiega come un tabernacolo. Le colonne sono in marmo, i capitelli sono in legno stuccato e la sommità del baldacchino, è coronata da un globo e da una croce in rame dorato con foglia d’oro. Il drappeggio, è realizzato in tessuto imbevuto di gesso e poi dipinto. Per molto tempo si è pensato che i gigli nella decorazione del drappeggio fossero stati trasformati in trifogli durante i lavori di ristrutturazione della chiesa, avvenuti nel XIX secolo, ma gli ultimi ulteriori restauri, con tecniche d’avanguardia hanno rivelato, che si tratta dei motivi originali realizzati dall’artista che già raffiguravano trifogli senza steli.

Luca Monti

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