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Sugli alberi asfaltati in Lungarno Ferrucci è scaricabarile fra Comune e Publiacqua

di Luca Monti
mercoledì 25 Giugno 2025 · 23:05 · 2 min di lettura
Sugli alberi asfaltati in Lungarno Ferrucci è scaricabarile fra Comune e Publiacqua

Se fossimo a Roma, potremmo parafrasare “Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana” titolo di un romanzo di Carlo Emilio Gadda, che comunque venne scritto proprio a Firenze, nel 1945 anche se ambientato nella Capitale. Il pasticciaccio brutto, che la nostra città, sta vivendo in questi giorni, è quello di Lungarno Ferrucci, dove una fila di alberi, è stata letteralmente asfaltata dai lavori di Publiacqua, che hanno ricoperto di bitume, la base delle piante, come si vede dalla foto di copertina e a corredo dell’articolo. Adesso che la questione, sta diventando anche politica, con le opposizioni che scalpitano in Consiglio Comunale, come nella migliore tradizione italica, è partito il gioco dello scarica barile, con Publiacqua, che accusa il Comune di Firenze, di aver, di fatto, obbligato l’azienda, ad occuparsi anche del lato opposto della strada malgrado non vi fossero previsti dei lavori, senza dare istruzioni riguardo il comportamento da tenersi verso le alberature. Il Comune di Firenze, invece sostiene che il regolamento sul patrimonio arboreo, è chiaro e che la colpa sarebbe quindi degli operai che non sono stati attenti e dunque i danni sarebbero da addebitare a Publiacqua. Resta comunque il problema del ripristino delle condizioni precedenti all’asfaltatura degli alberi, che non è chiaro, nè per quanto riguarda le modalità, nè per la tempistica dello stesso. L’unica cosa che ci appare chiara, in questo pasticciaccio brutto di Lungarno Ferrucci, è la totale mancanza di rispetto verso il verde pubblico da parte del Comune di Firenze, che parla di “green” per farsi bello, ma poi non perde occasione per effettuare tagli arborei indiscriminati, o asfaltature fantozziane delle basi degli alberi, come in questo caso. E intanto le isole di calore, si allargano sempre di più in città. Sarà un caso?

Luca Monti

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