Solidarietà a Jean Saade il gioielliere a cui è stato svuotato il negozio in pieno centro ma Firenze non può continuare ad essere così insicura
Vogliamo iniziare questo articolo, porgendo la nostra solidarietà personale e di tutta la redazione di Fiorenza Oggi, a Jean Saade, il gioielliere, al quale, in una notte, oltre a tutto il contenuto del proprio negozio, sono state rubate, come lui stesso, ha dichiarato alla stampa, anche le proprie certezze individuali e familiari. Si tratta di un commerciante stimato e benvoluto da tutti, non solo per la professionalità, ma anche per l’affabilità che lo caratterizza, o forse lo caratterizzava, perchè, certamente questo episodio, non può non lasciare il segno, in chi si vede violato nei propri beni e nel proprio lavoro soprattutto nel modo in cui, il colpo è stato messo a segno dai banditi, in pieno centro storico, in Via dè Cerchi, a poche decine di metri da Piazza della Signoria. E qui, dopo la doverosa solidarietà, al commerciante colpito, entriamo nel merito della vicenda. Ci appare incredibile, infatti, quasi surreale, che nessun rappresentante delle Forze dell’Ordine, fosse in zona centro alle due di notte e non siano state notate due auto rubate, parcheggiate a chiusura dei due lati della viuzza dove è situata la gioielleria, alla vetrina della quale, prima del furto, si riferisce la foto di copertina e a corredo dell’articolo. Da segnalare inoltre la sfacciataggine dei ladri, certamente dei professionisti, ma altrettanto certi della loro impunità che si sono permessi di accendere due fumogeni da stadio e svuotare diversi estintori, per alzare una nube di polvere, per coprire i propri movimenti. Le ipotesi a questo punto sono due, o questi soggetti sono gli eredi di Mago Merlino, capaci di scomparire in pochi secondi, o ed è più probabile, a Firenze esiste un problema di sicurezza, che questo colpo clamoroso, ha solo messo maggiormente in evidenza rispetto ad altri ormai innumerevoli “colpetti” quotidiani fatti di borseggi e piccole rapine. Evidentemente malgrado i sistemi di videosorveglianza sbandierati dall’Amministrazione Comunale, come panacea di tutti i mali, i delinquenti continuano ad operare indisturbati ed impuniti alzando sempre più l’asticella criminale delle loro imprese, mentre quegli stessi sistemi di sorveglianza, colpiscono duramente i Cittadini Fiorentini, che lasciano magari per pochi minuti la macchina in doppia fila, agendo peraltro con un nome truce come Cerbero, il cane a tre teste e guardiano degli Inferi, secondo la mitologia degli antichi greci reso noto dalla citazione dantesca nella medesima funzione di guardiano dell’Inferno, nella Divina Commedia. Insomma, è davvero paradossale che questo cane infernale a tre teste, non riesca a vedere due auto rubate e parcheggiate a chiudere tre vie in pieno centro, ma riesca a vedere qualsiasi minima infrazione al Codice della Strada. Ma se questo è il funzionamento della videosicurezza, a Firenze, forse conviene mettersi a svaligiare gioiellerie a bordo di auto rubate e magari farla franca, anzichè mettersi al volante della propria macchina per vivere da onesti Cittadini, venendo implacabilmente multati dal Signor Cerbero? Certo il rispetto delle regole stradali, è importante, perchè anche su di esso si basa il vivere civile, ma forse, in questo momento il truce Cerbero, dovrebbe essere utilizzato per cose, molto più importanti, come appunto la sicurezza e la prevenzione dei reati e non per fare la multa, a chi si ferma in doppia fila davanti al tabaccaio, o per portare a scuola i figli, perchè il vivere civile, è inutile, essendo già defunto, in una città dove il crimine la fa da padrone ed occorre riportare ordine e legalità, partendo dalle cose gravi altrimenti è come voler svuotare il mare con un secchiello da spiaggia dei bambini, a meno che la sicurezza, non sia solo una questione di introiti da multe, per il Comune e se i Cittadini, in una notte, perdono tutto pazienza.
Luca Monti
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