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Cittadini in difesa del verde “Gli alberi non si abbattono, per legge”

di Luca Monti
lunedì 6 Luglio 2026 · 17:20 · 3 min di lettura
Cittadini in difesa del verde “Gli alberi non si abbattono, per legge”

In questa estate bollente, non potevano mancare le polemiche sulle cosiddette “isole di calore” presenti in sempre maggior numero a Firenze. Ecco che sull’argomento, è intervenuto anche un gruppo di Cittadini, interno al Comitato Comitato Diritti e Libertà dei Cittadini, che ha deciso di specializzarsi nelle battaglie ambientali, con un comunicato stampa, che sottolinea come nel nostro paese, vi sia una Legge che impedisce l’abbattimento di alcune tipologie di alberi. Il comunicato, è, in pratica un appello al buon senso ed al rispetto delle normative sull’abbattimento del patrimonio arboreo, che, a molti, in città, pare ormai, decisamente eccessivo, oltre che concausa delle isole di calore. Ecco il testo del comunicato:

“Alcuni alberi, in Italia, non si possono abbattere. Non per gentilezza, non per buon senso, ma per legge. E quasi nessuno lo sa.
Dal 2013 esiste, infatti, la Legge n. 10, “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” il cui articolo 7 ha fatto una cosa che mancava da decenni: ha dato una definizione giuridica nazionale di albero monumentale ed ha stabilito che questi esemplari sono tutelati per legge. Non sono solo “alberi grandi e belli”. Sono testimoni viventi, di paesaggi, di eventi storici, di generazioni che li hanno piantati ed accuditi, quindi espressione di un Patrimonio naturale e culturale insieme. Come funziona la tutela:


— Ogni Comune ha l’obbligo di censire gli alberi monumentali sul proprio territorio. Le Regioni raccolgono poi gli elenchi comunali ed il Ministero competente, li unifica nell’Elenco nazionale degli alberi monumentali d’Italia. Oggi sono quasi 5.000 gli alberi od i sistemi arborei tutelati.
— L’abbattimento di un albero inserito nell’elenco è vietato. Si può intervenire solo in casi motivati e improcrastinabili, per esempio una comprovata instabilità che minaccia la pubblica incolumità e soltanto con autorizzazione comunale e parere obbligatorio e vincolante del Ministero.
— Chi abbatte o danneggia un albero monumentale, senza autorizzazione rischia una sanzione amministrativa da 5.000 a 100.000 euro, fatti salvi i reati penali eventuali.
— Attorno ad ogni albero monumentale esiste una Zona di Protezione dell’Albero (ZPA): un’area di rispetto circolare, di norma con raggio minimo di venti metri dal tronco, dove vanno preservati il sito di radicazione e la chioma. Non si scava, non si cementifica, non si compatta dentro quei venti metri.


Questa legge nasce proprio per i casi che purtroppo abbiamo visto spesso in questa città: quando un cantiere stradale o edilizio incrocia un grande albero, la norma permette di riconoscerlo come monumentale e di fermarne l’abbattimento. È lo strumento giuridico che trasforma i concetti di: “spostiamolo, salviamolo, progettiamoci intorno” da buona intenzione ad obbligo. Per onestà intellettuale, dobbiamo dire che: la Legge esiste, ma i controlli sono spesso insufficienti, ed ancora oggi esemplari secolari vengono abbattuti tra le zone d’ombra dell’applicazione della Legge stessa. Qui entra in gioco il Cittadino: chiunque può segnalare al proprio Comune, un albero che ritiene monumentale, avviando l’iter di tutela. Un albero censito, infatti, è un albero molto più difficile da abbattere. Spostarlo, liberarne le radici, progettare il marciapiede attorno a lui: tutto questo si può fare. Ma il primo strumento per salvare un grande albero non è una gru né una tecnica di ingegneria. È un nome su un elenco.”

Luca Monti

Ph. Realizzata con l’Intelligenza Artificiale

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