Nuovo rinvio per lo sfratto della moschea da Piazza de’ Ciompi
Ieri, 27 aprile, era il giorno programmato per lo sfratto della Moschea da Piazza dè Ciompi, ma sin dall’inizio della mattinata, si capiva che esso non avrebbe avuto luogo, in quanto il presidio era composto da pochi fedeli, le Forze dell’Ordine, erano presenti ma anch’esse solo con pochi agenti, peraltro in borghese e non in divisa e la piazza non era interdetta al traffico, malgrado la massiccia presenza di giornalisti e cameramen.

A far visita all’Imam, per esprimere la solidarietà alla sua comunità di fedeli, si sono recati oltre all’Assessora Sara Funaro, anche il presidente della comunità ebraica fiorentina, Enrico Fink (nella foto sopra, lui e l’imam Izzedin Elzir, che si guardano in faccia) un pastore valdese e don Alfredo Jacopozzi, rettore della Facoltà Teologica dell’Italia Centrale.

Sbaglierebbe però, chi pensasse che tutto è filato liscio, perchè, come dimostra la foto sopra, il Giardino del Gratta, è stato teatro di una lunga trattativa, tra i legali delle parti coinvolte e l’Ufficiale Giudiziario, dalla quale è scaturito il rinvio dello sfratto all’8 giugno. E qui finisce la cronaca ed iniziano le polemiche politiche e non solo. I Consiglieri Comunali di opposizione, infatti, hanno stigmatizzato la presenza dell’Assessora Funaro e si chiedono come sarà possibile rispettare la data dell’8 giugno, che è molto a ridosso, quando non si è stati capaci di trovare una soluzione nei quattro mesi trascorsi dall’ultimo rinvio ad ieri. Ad alimentare queste polemiche nei prossimi giorni, potrebbero poi essere anche le parole dell’Imam, che ha dichiarato, al termine della mattinata di ieri, che la comunità islamica resterà in quella sede, almeno fino al 1 novembre, che era la data proposta, insieme al pagamento anticipato di tutte le mensilità fino ad allora, ma rifiutata dalla proprietà, e comunque fino a che non si troverà una soluzione idonea per avere un’altra moschea. Insomma la vicenda della moschea sta trasformandosi in una sorta di scontro tra due diritti, ugualmente garantiti dal nostro ordinamento, quello alla proprietà e quello della libertà di culto e la cosa sinceramente non è bella, perchè quando si contrappongono frontalmente due diritti ed uno dei due giocoforza soccombe, si apre comunque un vulnus al regolare svolgimento dei rapporti sociali ed alla certezza del diritto.
Luca Monti
Ph. Stefano Giannattasio
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