La Fondazione Antonino Caponnetto spiega la Firenze Criminale
La Fondazione Antonino Caponnetto, ha emesso ieri 2 maggio, un comunicato stampa, nel quale spiega l’intenzione di fare il punto sulle varie situazioni criminali da trattare con urgenza, a Firenze. Il Presidente Salvatore Calleri, ha dichiarato: “I fuochi d’artificio rappresentano un simbolo di potenza spesso usato dai gruppi narcocriminali, per manifestare la propria potenza sul territorio. È ora di dire no!” Il primo capitolo di questa “Storia della Firenze Criminale” a cura della Fondazione Antonino Caponnetto, è, infatti, dedicato ai fuochi di artificio che ogni tanto di notte si sentono, anche in zone centrali e di alta qualità abitativa come Piazza Beccaria, ma non solo. Perché vengono sparati i fuochi artificiali? La Fondazione Caponnetto, in base alle sue ricerche, fornisce una spiegazione: i fuochi artificiali segnalerebbero l’arrivo di una partita di droga, o la festa per qualcosa, ad esempio la scarcerazione di qualcuno, come avvenuto la sera del 18 dicembre 2020 a Porta a Prato. La Fondazione Caponnetto, ritiene poi che il fenomeno, “che continua in modo incessante, vada stroncato con la necessaria fermezza prima che sia troppo tardi”. Troviamo interessante quest’analisi sui fuochi artificiali, che anche noi abbiamo sentito spesso la sera, proprio in zona Piazza Beccaria, ma che non eravamo mai riusciti ad interpretare e ringraziamo quindi la Fondazione Antonino Caponnetto ed il suo Presidente, Salvatore Calleri, per aver fatto chiarezza su questo fenomeno e sulle sue connotazioni criminali.
Luca Monti
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