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Ieri in Piazza dè Ciompi è partita la raccolta firme per i referendum comunali contro gli student hotel

di Luca Monti
sabato 10 Giugno 2023 · 19:22 · 5 min di lettura
Ieri in Piazza dè Ciompi è partita la raccolta firme per i referendum comunali contro gli student hotel

Ieri, in Piazza dè Ciompi, è partita la raccolta firme per i referendum comunali contro gli student hotel. Una parte crescente della popolazione fiorentina, infatti, è contraria allo sfruttamento urbanistico della città, a fini ricettivi per turisti e studenti facoltosi, in particolar modo americani.

Aldilà di come uno la pensi sul turismo, da almeno trent’anni croce e delizia di Firenze, infatti, è innegabile che la città del futuro prossimo, non può essere basata solo su questo tipo di strutture, oltretutto, ormai così numerose e talmente vicine tra loro, da apparire ridondanti. Ci riferiamo, in particolar modo allo student hotel che sta nascendo in Viale Belfiore, a poche centinaia di metri da quello, già in attività, dall’altra parte della Fortezza, in Viale Lavagnini. A cosa servono due strutture così vicine una all’altra? Quanti studenti ci saranno mai a Firenze in contemporanea per riempirle entrambe? Secondo noi Viale Lavagnini, operazione urbanisticamente poco impattante, trattandosi sostanzialmente di un recupero immobiliare poteva bastare a tale scopo, mentre Viale Belfiore, avrebbe necessitato, a nostro avviso, di maggior coraggio e maggior visione del futuro. Perchè, infatti, visto che nel corso degli anni, dopo la demolizione dell’ex Fiat, dove sta sorgendo lo student hotel vi era un vero e proprio buco, nel quale si era creato naturalmente un lago, non si è pensato di farci un giardino con tanto di lago, appunto, che sarebbe stato utile per contrastare la presunta emergenza del riscaldamento globale? Si sarebbe creata, così, con costi assai limitati, una piccola oasi di frescura estiva, in continuità con i giardini della Fortezza, che avrebbe potuto diventare una sorta di Jardin de Luxembourg fiorentino. Invece si è preferito tradire la filosofia urbanistica dei volumi zero, che Matteo Renzi, aveva introdotto da sindaco che, se applicata avrebbe davvero caratterizzato Firenze, come città verde nei fatti e non nelle parole. Ecco quindi che i Comitati di Cittadini, che diventano sempre più numerosi ed agguerriti, iniziano a porsi delle domande per le quali esigono giustamente delle risposte da colui, Dario Nardella, che li dovrebbe rappresentare ed ascoltare, in quanto Sindaco. Da questa richiesta di partecipazione popolare vera e non di facciata, alle scelte dell’Amministrazione Comunale, nascono i due referendum comunali sugli student hotel, che potrebbero essere solo i primi di una lunga lista, data la mole di problemi urbanistici irrisolti, a Firenze. A sponsorizzare politicamente i due referendum, ieri, in Piazza dè Ciompi, vi era anche il Consigliere Comunale di Sinistra Progetto Comune, Dimitrji Palagi, che nel suo intervento, ha di fatto, ribadito le tematiche da noi suddette, della scarsa volontà di dialogo coi Cittadini, da parte dell’Amministrazione Comunale fiorentina, che, invece di dar voce a chi non ne ha, se non con lo strumento referendario, sta facendo di tutto per far passare quest’iniziativa sotto silenzio, il che è di una gravità assoluta, in un Comune di una Repubblica, fondata sulla sovranità popolare, ma soprattutto in un Comune come Firenze, che della libertà, ha fatto la propria bandiera identitaria, a livello planetario, col David di Michelangelo e la Giuditta di Donatello, in Piazza della Signoria, che neanche i Medici, ebbero l’ardire di abbattere dopo il loro ritorno al potere, al termine dell’esperienza repubblicana della città. Evidentemente Nardella, si sente il Signore di Firenze, che dal suo palazzo, fa e decide, quello che più gli aggrada, senza bisogno di ascoltare nessuno dei suoi “sudditi”. Ma tornando alla manifestazione di ieri, in Piazza dè Ciompi, era presente, anche il Consigliere Comunale del Movimento 5 Stelle Roberto De Blasi, uno che in piazza si è visto poco in questi quattro anni e ciò significa che il tema è davvero caldo. Nel suo intervento De Blasi, ha legato la contrarietà del Sindaco, verso questi referendum, alla paura del PD di un verdetto popolare che dimostrerebbe il calo di consensi che esso sta affrontando anche a Firenze. Inoltre De Blasi, ha dichiarato che se i referendum non dovessero venire ammessi, questo rappresenterebbe un pericolo per la città, in quanto l’Amministrazione Comunale si sentirebbe autorizzata, in modo autoreferenziale a mercificare tutti gli immobili di una certa volumetria ed abbandonati, per adibirli a studentati di lusso, o ad altre destinazioni, non abitative comunque, quindi a scapito dei Cittadini, in particolare quelli con minori possibilità di reperire case in affitto a prezzi possibili. L’intervento di De Blasi, poi, si inserisce bene, a nostro avviso, nella battaglia che il Sindaco, ha intrapreso contro i bed and breakfast che, evidentemente in un’ottica di futuro progressivo incremento degli alloggi turistici, anche in periferia rappresenterebbero un’alternativa economica non allineata alla direzione da lui stabilita che appare dettata non da interessi particolari, ma da una pura ideologia globalista e mondialista, che deve veder prevalere le grandi catene sulle piccole aziende come, appunto gli affittacamere.

Abbiamo poi intervistato una protagonista della vita politica fiorentina degli anni scorsi, l’ex consigliera comunale Ornella De Zordo, anch’essa presente in Piazza dè Ciompi. Ecco cosa ci ha detto nel video dell’intervista, che alleghiamo.

Ma la novità, a nostro avviso più interessante, apparsa ieri in Piazza dè Ciompi, sono state le “talpe”, vale a dire alcuni manifestanti che indossavano la maschera da talpa.

Chissà che non nasca dopo quello delle sardine in salsa bolognese, il movimento delle talpe in riva all’Arno.

Luca Monti

Ph. e video Stefano Giannattasio

 

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