Si infittisce il mistero sulla sorte della bambina peruviana scomparsa
È passata quasi una settimana dalla sua scomparsa e Cata, la bambina peruviana di cinque anni, scomparsa dall’ex hotel occupato di Via Monteverdi, ancora non si trova. Il mistero sulla sua scomparsa si infittisce di ora in ora e l’unica cosa certa è che gli inquirenti, dopo aver sospeso le ricerche della bambina come persona scomparsa nei giorni scorsi, procedono con le indagini per rapimento. Si tratterebbe in questo caso di un rapimento, non a scopo di estorsione vista la situazione economica non brillante della famiglia, che, appunto vive da occupante, in uno stabile fatiscente, in condizioni di vero e proprio degrado sociale. La pista privilegiata per le indagini, è dunque quella del rapimento per ritorsione nei confronti della famiglia di Cata. Ma ritorsione per cosa? Potrebbe trattarsi di qualcosa legato alla vita da piccolo criminale del padre della bambina, che al momento della scomparsa di sua figlia, era detenuto a Sollicciano, per essere evaso dagli arresti domiciliari dopo una condanna per furto ed utilizzo fraudolento di carte di credito e che adesso è di nuovo in libertà, dopo aver ingerito del detersivo appena saputo del rapimento della piccola? Oppure come qualcuno lascia trapelare dall’omertà degli occupanti dell’ex hotel, si tratterebbe di questioni legate proprio alla gestione di quell’ occupazione abusiva, per la quale si ipotizza un vero e proprio racket? Comunque sia, in questa vicenda, anche i genitori ci stanno mettendo del loro, con gesti clamorosi pur ampiamente giustificati dal dramma familiare che stanno vivendo, quali appunto l’ingerire sostanze tossiche, non solo da parte del padre in carcere, ma anche, quasi in contemporanea, da parte della madre, che ha anche rilasciato dichiarazioni inerenti la vicenda dicendo di sapere, chi avrebbe rapito sua figlia e di averlo detto agli investigatori. A questo si aggiunge, ogni sera, la mobilitazione, per il momento del tutto pacifica, della comunità peruviana di Firenze, davanti all’ex albergo occupato dove vivono ancora, è bene ricordarlo altri quasi cinquanta bambini, in condizioni a dir poco vergognose per un Paese civile. E’ chiaro, però, che nel quartiere, dove non si parla d’altro da giorni ed i residenti sono col piede di guerra contro le istituzioni, che non hanno saputo garantire la legalità e soprattutto la dignità e la sicurezza dei bambini loro malgrado occupanti, la situazione potrebbe degenerare anche sul versante dell’ordine pubblico. Insomma, all’ex hotel Astor, si è creata una situazione molto complessa, che va monitorata e chiarita quanto prima, per arrivare alla soluzione del caso qualunque essa sia, anche la più triste e terribile. E a proposito di monitoraggio molti a Firenze, cominciano a domandarsi a cosa servono le oltre mille telecamere di sorveglianza ed i droni che certamente volano sulle nostre teste, in tutta la città, se questi strumenti non sono stati in grado di individuare le immagini di Cata, che è scomparsa letteralmente nel nulla. Intanto nel video che segue, riportiamo l’intervento del padre della bambina, nel corso del sit in di ieri sera, della comunità peruviana in Via Monteverdi, al quale si riferisce la foto di copertina ed a corredo dell’articolo.
Luca Monti
Ph. e Video Stefano Giannattasio
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