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Che cosa succede nel Quartiere 2?

di Giovanni Moscato
mercoledì 28 Giugno 2023 · 19:06 · 4 min di lettura
Che cosa succede nel Quartiere 2?

Novità in arrivo per il Quartiere 2. Il Piano Operativo del Comune di Firenze, in via di approvazione, prevede interventi piuttosto radicali in tema di infrastrutture, ambiente e vivibilità. La nuova Tramvia “Libertà-Rovezzano”, opera controversa ma foriera di aspettative ottimistiche per la mobilità locale, si farà strada anche a scapito dell’Ambiente. E così, diverse centinaia di alberi che costituiscono il polmone e l’identità storica del Campo di Marte e di Coverciano saranno abbattuti lungo il percorso che si snoda sui viali dei Mille, M. Fanti, Malta, Duse, Verga, Via del Gignoro e Via della Chimera, dando luogo a criticità e nuove “isole di calore” lungo strade oggi tra le più verdi della città. Al loro posto incombono come avvoltoi sul moribondo gli orribili pali neri che già deturpano con indiscutibile successo l’area di Santa Maria Novella e che costeggiano fedelmente tutto il percorso del tram in città. In questo contesto è prevista la creazione di un parcheggio auto da 700 posti sui campi di via della Chimera e un’Area Sosta Mensola; ma anche in questo caso sarà necessario abbattere siepi ed alberi, in particolare lungo l’antica e pittoresca via del Guarlone. All’interno del parco di San Salvi, invece, verrà realizzata addirittura una nuova strada di scorrimento, di cui solo i più smaliziati o gli intelligentissimi comprendono la necessità. E soprattutto verrebbero ceduti a soggetti privati circa 15.000 mq di suolo pubblico all’esterno del Franchi per la realizzazione di un Hotel, di un Centro commerciale e area uffici. Non esattamente delle priorità per il contribuente medio fiorentino. Una parte della cittadinanza interessata da queste discutibili prospettive si è organizzata in gruppi civici come il Comitato “Vitabilità Campo di Marte” e il Comitato “San Salvi chi Può”, ritenendo che il denominatore comune di tutti i progetti dell’attuale amministrazione comunale sia viziato da una logica che vede l’automobile, o comunque il trasporto, quale centro e priorità politico-ideologica degli interventi; al contrario, le tutele per la vivibilità dei residenti e per la presenza del “verde” come autentica risorsa paesaggistica e faunistica del quartiere sarebbero ben poche. Difatti, mentre non è ancora chiaro se l’assetto viario sarà impattato positivamente, è certo che quel poco che ancora sopravvive delle antiche vestigia rurali dell’intera zona sparirà, affogato da strisce di asfalto e da graticole di mattonelle grigie. Altro timore diffuso è che, con l’ulteriore impulso alla cementificazione e con l’inevitabile riduzione delle aree verdi, anche il micro-clima, oltre alla qualità della vita, possa peggiorare. Comunque la si guardi, una prospettiva incomprensibile e piuttosto ipocrita in un momento in cui l’intera opinione pubblica viene ossessivamente catechizzata alle priorità “eco-green”. L’Amministrazione, da parte sua, ineffabilmente risponde che gli alberi abbattuti nel Quartiere 2 saranno “compensati” con la realizzazione di un nuovo parco pubblico a Trespiano: cosa di cui i residenti del Quartiere 2 potranno certamente gioire, seppur con una buona dose di altruismo. I gruppi civici dal canto loro rifiutano l’etichetta escludente di “comitati del NO” ed hanno già proposto, invero con scarsa fortuna, al Sindaco Nardella delle alternative di buon senso ed a minore impatto cementizio, orientate al principio della “vita-bilità”: ovvero un connubio tra viabilità e qualità della vita nella zona. Date le prospettive, sono anche in fase di organizzazione altre iniziative di informazione e confronto a cura dei due comitati e la raccolta di firme tra i residenti per una petizione da inviare a Palazzo Vecchio, prima di possibili, ulteriori forme di escalation politica in vista del rinnovo del consiglio comunale. L’augurio di molti è quello che il prossimo sindaco di Firenze, chiunque sia, vorrà manifestare una diversa disponibilità all’ascolto dei cittadini interessati e un approccio meno ideologico quando si tratta di tutelare in concreto l’ambiente che ci ospita.

Giovanni Moscato

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