Firenze tra catene e divieti vari
I residenti di Piazza Cestello, lamentano la rottura dei paletti di contenimento per l’accesso delle auto, con una mail giuntaci in redazione della quale riportiamo il testo: “Dopo la processione ed i gran festeggiamenti svolti, durante la notte, un gruppo di uomini intenzionati a contravvenire agli ordini fiorentini, ruppe i rastelli, ovvero le chiusure delle porte di Montelupo………..” Ecco come si propagò la peste nel 1300 nel contado fiorentino secondo il racconta dallo storico Carlo M. Cipolla, nel libro ” Chi ruppe i rastelli a Montelupo?” Dopo un bel pò di secoli, il viziaccio di eludere le prescrizioni delle autorità, pare non essere passato di moda, tant’è che percorrendo Piazza del Cestello, in Oltrarno sorge spontaneo riproporci la stessa domanda ” Chi ruppe i lucchetti del Cestello?”. Notiamo infatti che diversi lucchetti delle catene che limitano l’accesso nella Piazza , sono stranamente “saltati”. Ma d’altra parte il sabato movidaro dentro il quartiere “cool ” è imminente ( Giove Pluvio permettendo) e quindi bisogna predisporre il tutto per il giusto godimento dei visitatori/consumatori….” La foto inviataci e da noi posta in copertina ed a corredo dell’articolo, dimostra come, in effetti, i lucchetti delle catene siano stati fatti saltare, forse a colpi di pietra. Si tratta di un fatto certamente grave, ma, a differenza dei residenti di Piazza Cestello, noi crediamo che catene, lucchetti e paletti, con contorno di telecamere e divieti vari, non siano la strada da percorrere in una città che si dichiara costantemente civile e democratica, ma soprattutto aperta. Quale apertura rappresentano, infatti le catene ed i paletti? Come si pretende di governare il traffico? semplicemente limitandolo e creando zone limitate e pedonali sempre più estese? E il diritto al movimento garantito ai Cittadini, dalla Costituzione? Ah già, dimenticavamo che anche la Costituzione è andata in smart working. Crediamo invece, che Firenze, vada rioccupata dai suoi abitanti che ne vengono progressivamente espulsi con questi divieti, che rendono l’accesso al cuore della città, riservato ai soli turisti, che spostandosi a piedi solo in centro e non necessitando di un trasporto pubblico, non subiscono i disagi, i disservizi, ma soprattutto le multe che ormai sono quotidiana (mala)amministrazione iscritta regolarmente a bilancio. Insomma, i giovani fiorentini devono restare a casa, perchè non possono andare oltre cento metri da casa loro con la macchina, mentre i turisti possono scorrazzare in lungo e in largo h24 sette giorni su sette, colonizzando ogni angolo della città. No cari residenti, noi di solito vi appoggiamo nelle battaglie che riteniamo giuste, ma qui, a nostro avviso, state sbagliando, non si può continuare a gestire Firenze, in un’ottica chiusurista, nella quale si tende a difendere sempre il proprio orticello, o nel caso del Cestello, la propria piazza, con catene, paletti e divieti, perchè ricordatevi che chi di chiusure ferisce, di chiusure perisce e proprio San Frediano, questo lo sa, o dovrebbe saperlo bene, con la chiusura di quasi tutte le attività artigiane, che prima dell’introduzione della ZTL erano fiorenti e che sono morte proprio per le difficoltà crescenti di accesso, che hanno fatto sparire la clientela vera, fatta di fiorentini e non di turisti, che ha trasformato il vostro quartiere in “cool” come voi scrivete nella mail, che si traduce in un alcolificio e mangificio a cielo aperto h24. Occorre dunque avere il coraggio di ribellarsi, tutti insieme, civilmente alle crescenti restrizioni che ci stanno imponendo, non facendo saltare i lucchetti, ma comprendendo che siamo tutti liberi Cittadini della medesima città, nella quale, abbiamo il sacrosanto diritto di muoverci come e quando ci pare e per qualsiasi motivo, senza dover rendere conto a nessuno, vista anche la pessima condizione (voluta crediamo) del (dis)servizio di trasporto pubblico.
Luca Monti
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