Dopo Kata un altro scomparso a Firenze. Si tratta di Cristian Mancianti 36enne titolare di un pub
Oltre un mese dopo la scomparsa di Kata, la bambina peruviana di cinque anni, un nuovo giallo colora la calda estate fiorentina del 2023. E’ scomparso, infatti, da ieri, mercoledì 11 luglio, anche Cristian Mancianti, 36enne titolare del pub Overkill, di Via degli Arcipressi, al quale si riferisce la foto di copertina e a corredo dell’articolo, nella speranza che possa tornare utile al suo ritrovamento. In questo caso l’ipotesi tragica, secondo la famiglia, è che possa essere rimasto vittima di una banda di delinquenti, forse spacciatori di droga, con la quale avrebbe avuto un diverbio, a causa delle molestie alla propria clientela. Mancianti, infatti insieme ad alcuni residenti del quartiere di Soffiano dove ha sede il suo pub, nelle settimane scorse, si era proprio lamentato di un gruppo di persone molto prepotenti che incutevano terrore nella zona, con aggressioni e minacce ai passanti. A far temere il peggio, vi è anche il fatto che vicino alla macchina del ragazzo, sono stati ritrovati il portafoglio vuoto ed il telefonino, che pare fosse rotto, forse a causa della caduta in terra. Questi elementi contrastano con la speranza, offerta da due testimonianze, ritenute al momento attendibili, che avrebbero segnalato Cristian Mancianti, in Piazza Dalmazia tra le 18 e le 22 di ieri, giorno della scomparsa. Ma se Cristian, si fosse allontanato volontariamente, portando con sè anche il bancomat, che infatti non era nel portafoglio ritrovato, perchè non ha effettuato nessun acquisto, nè prelievo, stando a quanto risulterebbe dagli accertamenti bancari svolti dagli inquirenti? Aldilà di questi aspetti, che dovranno essere valutati, appunto dagli investigatori incaricati, non possiamo però, non notare, ancora una volta, come la sicurezza, a Firenze, stia diventando sempre più un optional, con molte persone che hanno paura ad uscire la sera in certe zone della città, per paura di essere aggredite. E allora ci domandiamo, per l’ennesima volta da un mese a questa parte, da quando è scomparsa Kata e adesso ancor di più con la nuova scomparsa di Cristian, a cosa servano le migliaia di telecamere ostentate dal Sindaco Nardella, come baluardo di sicurezza, che pare rendano Firenze, la città più monitorata d’Italia, se due persone spariscono nel nulla con tanta facilità. A questo punto possiamo ipotizzare alcune cose, o le telecamere sono finte, il che sarebbe grave visto che i Cittadini, si aspettano giustamente una sicurezza vera e non posticcia, oppure non funzionano, il che sarebbe grave lo stesso, perchè sintomo di trascuratezza nella manutenzione di apparecchi, comprati con soldi pubblici a fini, appunto di sicurezza, o infine, nella peggiore delle ipotesi, lo scopo delle telecamere, non è quello di garantire la sicurezza ma di effettuare una sorta di controllo sociale in stile cinese in barba a qualsiasi privacy. In ogni caso, la seconda persona scomparsa in un mese, obbliga, quantomeno l’Amministrazione Comunale e le Forze dell’Ordine, a porsi nei fatti e non più solo a parole, il problema della sicurezza a Firenze, che, come abbiamo visto, non può essere garantita solo dall’onnipresente, ma evidentemente guercio, occhio elettronico, ma necessita di una maggiore presenza di uomini in divisa per le strade, specialmente nelle ore notturne. In questo siamo d’accordo col Consigliere Comunale di Italexit, Andrea Asciuti, che parlando nella propria funzione istituzionale, qualche giorno fa aveva auspicato il ritorno all’utilizzo dei militari in strada, in determinate situazioni e fasce orarie. Si badi bene, non stiamo parlando di imporre il coprifuoco, o la legge marziale alle quali siamo profondamente contrari, ma di ripristinare un minimo di ordine e legalità, che sono le basi per la sicurezza, in una città, che molti, ormai definiscono come una giungla, obiettivo che le telecamere, hanno dimostrato non essere in grado di raggiungere.
Luca Monti
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