La comunità peruviana di Firenze tra proteste, solidarietà e sospetti
Da mesi, la comunità peruviana di Firenze, è al centro della cronaca, per l’attivismo nelle proteste contro il governo di quel Paese, ma, anche per la scomparsa della piccola Kata, vicenda che, proprio oggi, ha avuto degli sviluppi legati non al suo ritrovamento, ma al contesto di illegalità che ruotava intorno all’occupazione dell’ex hotel Astor, dove la bambina viveva con la famiglia. Proprio questo ambito, potrebbe fornire indicazioni utili a stabilire quantomeno un eventuale movente per la scomparsa della bambina. Gli sviluppi odierni della vicenda, infatti, sono l’arresto dello zio di Kata, l’ultimo ad averla vista il giorno della scomparsa e la perquisizione ai genitori. Come detto, queste ordinanze giudiziarie riguardano, non la scomparsa della piccola, ma il ruolo che la famiglia della stessa, avrebbe avuto nel presunto racket dei posti letto all’interno dell’ex Astor. In ogni caso, l’immagine della comunità peruviana di Firenze, resta legata a tali eventi negativi. Eppure i peruviani che vivono nella nostra città sono anche altro e sanno esprimere valori di solidarietà, come ci dimostra l’intervista che segue ad una di loro, che ha organizzato iniziative a favore di una connazionale, rimasta in patria e che vive una situazione di problemi familiari e di salute in un ambito rurale, dove i servizi sociosanitari sono rari e costosi.
Insomma, la comunità peruviana, che vive nella nostra città, ha luce ed ombre ma va oltre le proteste verso il proprio governo e la vicenda di Kata.
Luca Monti
Ph. e videointervista Stefano Giannattasio
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