La Madonna della Neve ed i cambiamenti climatici
Ieri 5 agosto, si è celebrata, in modo particolare a Roma, la festa della Madonna della Neve. Si tratta della commemorazione di un evento miracoloso, verificatosi, secondo la tradizione, proprio il 5 agosto del lontanissimo Anno Domini 358, vale a dire 1665 anni fa. La Madonna, all’inizio di agosto di quell’anno remoto, apparve in sogno contemporaneamente ad un patrizio romano di nome Giovanni ed al Papa dell’epoca, Liberio, esprimendo il desiderio che essi costruissero una chiesa, sul luogo dove sarebbe accaduto un evento miracoloso, che si verificò appunto, il 5 di quel mese, quando una nevicata imbiancò il colle dell’Esquilino. Grazie a questo segno celeste, il 35esimo Successore di Pietro, utilizzando la neve caduta in piena estate, tracciò il perimetro della chiesa che venne edificata per omaggiare la Madre Celeste, che oggi è conosciuta come Santa Maria Maggiore ed è una delle chiese principali di Roma. Tale miracolo. è raffigurato in molte pitture, tra le quali, anche una in Toscana, a Pratovecchio alla quale si riferisce la foto di copertina ed a corredo dell’articolo. Si tratta di un’opera, a tempera su legno, databile alla seconda metà del ‘300, di un anonimo artista, il cui stile tuttavia, ricorda quello di Giovanni Del Biondo anch’egli di Pratovecchio e del più famoso Agnolo Gaddi, fiorentino. Il dipinto, probabilmente venne commissionato all’artista dalla locale Compagnia della Madonna della Neve, documentata già dal 1363 che aveva un oratorio ad essa dedicato che era stato ultimato nel 1390 dal quale si ipotizza provenga l’opera, che ora è visibile presso il monastero delle domenicane, sempre a Pratovecchio. La Madonna è seduta su un trono il cui schienale, è ricoperto di un panno aranciato che ricorda il tessuto identificativo della valle del Casentino e con i montanti laterali verticali, terminanti con una guglia, che rimandano in maniera precisa e suggestiva, proprio al campanile di Santa Maria Maggiore, a Roma, così come la decorazione, evoca i mosaici presenti nella basilica papale. Inoltre, la Madonna con in braccio il Bambin Gesù, ha la mano destra rivolta verso il basso, ad indicare il candido manto di neve caduta prodigiosamente ad opera forse, dei due angeli, che in alto a sinistra, sembrano spremere con le mani, le nuvole rigonfie di neve, che appunto cade a terra. Figura di difficile identificazione, rimane il santo in basso a destra, non essendo possibile la lettura degli attributi iconografici che ne permetterebbero il riconoscimento, anche perchè, la tavola potrebbe essere stata tagliata, forse durante il trasferimento dall’Oratorio alla chiesa del monastero domenicano, alla fine del secolo XVI, vista la mancanza, ancora sulla destra, delle corrispettive figure di angeli, che in opere del genere sono sempre presenti per una questione di equilibrio estetico del dipinto. Ma perchè parliamo dei cambiamenti climatici in connessione a questa tradizione religiosa? Già una nevicata d’agosto, a Roma, appare bizzarra dal punto di vista della meteorologia e se a questo aggiungiamo che lo stesso fenomeno, si è ripetuto, proprio ieri, 5 agosto 2023, sulle Dolomiti, a 1665 anni di distanza dal miracolo riteniamo che sia evidente il fatto che non esiste nessuna emergenza climatica provocata dall’uomo e soprattutto nessun surriscaldamento globale, tale da giustificare misure estreme, o da causare ecoansia in chicchessia trattandosi probabilmente di bizzarrie climatiche ricorrenti, essendo la Terra un pianeta composto da materia e dunque vivente e soggetto a sbalzi di temperatura, come gli esseri umani, ma indipendentemente dalle loro azioni. Se non fosse così, qualcuno tra i soloni scienziati, sostenitori della tesi, secondo la quale, noi umani saremmo in grado con le nostre attività di surriscaldare la Terra, dovrebbe spiegarci come è stato possibile che il nostro pianeta si sia scongelato da solo, dopo la glaciazione, quando l’essere umano, neanche esisteva. Delle due l’una, o la glaciazione non è mai esistita, o, più probabilmente, a nostro avviso, è una bufala il fatto che l’essere umano possa modificare il clima, il che, comunque, sia chiaro, non autorizza, nè giustifica nessuno, a commettere atti assurdi e gratuiti contro la natura quali ad esempio, il taglio indiscriminato degli alberi per costruire case, o restando a Firenze, tramvie, ma neanche, al contrario, a farci sentire colpevoli di una cosa che non dipende da noi, ma solo dalla natura, che, ci piaccia o no, di noi se ne frega letteralmente, dato che la Terra, appunto, esiste da prima dell’uomo ed ha visto passare miliardi di individui, restando tale e quale come era prima. Non ci resta dunque che appellarci alla Madonna della Neve, perchè operi un nuovo miracolo e liberi l’umanità da queste stupide ecoansie che sono solo l’ennesimo strumento, inventato per tenere gli esseri umani succubi della paura, con la quale i potenti di turno, da sempre dominano il mondo, alla faccia dei creduloni.
Luca Monti
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