Il Palio di Provenzano e il Drappellone che non è piaciuto ai Senesi ma alla critica sì
A Siena, si sa, il Palio rappresenta, da secoli non una semplice corsa di cavalli ma qualcosa di sacro ed infatti, il premio per la Contrada vincente, malgrado si chiami “Cencio” è un’opera d’arte sacra, commissionata dal Comune, ad artisti famosi o emergenti. Quest’anno il Drappellone, per il Palio del 2 Luglio, dedicato alla Madonna di Provenzano, è stato commissionato all’artista Ismaele Nones, giovane artista trentino, ma residente a Torino, classe 1992. L’artista, definito “di profilo internazionale” dal Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, è il primo trentino a ricevere questo incarico prestigioso. Il 13 Giugno scorso, si è inaugurata a Siena, nei Magazzini del Sale e nella Sala dei Pilastri del Museo Civico, la mostra sua personale intitolata “Credevo di volare ma stavo cadendo” dedicata all’approfondimento del suo lavoro pittorico, che sarà visibile fino al 26 Luglio prossimo. Come era prevedibile, la curiosità di conoscere le opere dell’artista selezionato per il Drappellone di quest’anno, ha favorito un afflusso importante di visitatori locali alla mostra. Possiamo dire che l’artista non è piaciuto al pubblico senese, perchè, si è subito scatenata una polemica sul “Cencio” da lui realizzato. Possiamo immaginare che il pubblico senese, non abbia compreso il linguaggio artistico di Nones, caratterizzato da quello che potremmo definire come un “cortocircuito temporale”. L’artista, infatti cresciuto nella bottega di arte sacra del padre iconografo, ha assimilato fin dall’infanzia le tecniche e i canoni della pittura tradizionale, nella quale si è perfezionato, studiando all’Istituto d’Arte Alessandro Vittoria di Trento, per poi passare allo studio della scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Ecco quindi che la sua formazione ibrida e la spregiudicatezza dell’ancor giovane età, gli permettono di trattare la storia dell’arte, come una “cassetta degli attrezzi” attingendo liberamente dal passato per costruire narrazioni attuali, creando, appunto il cortocircuito temporale al quale abbiamo accennato sopra. Le sue opere, infatti sembrano antiche ma rivelano dettagli profondamente moderni.

Per il Drappellone, al quale si riferisce la foto sopra, Nones ha utilizzato campiture piatte, prive di ombre abbinate a composizioni rigorose, che richiamano la tradizione senese ed i mosaici bizantini, inserendo però elementi di cultura pop, alienazione contemporanea e sessualità, che forse sono stati la causa della scarso successo di pubblico, di questa sua opera che comunque ha ricevuto gli elogi della critica ed anche a noi non dispiace. Siamo comunque sicuri che le polemiche termineranno quando il Drappellone, dipinto da Nones, troverà casa presso la Contrada vincitrice del Palio.
Luca Monti
Il venerdì degli esodi si trasforma in incubo stop ai treni tra Pisa e Livorno
Il primo venerdì d’agosto, data particolarmente calda, non solo per il clima ma anche per la classica corrispondenza con l’inizio della vacanze…