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Firenze rischia di sprofondare?

di Luca Monti
mercoledì 13 Dicembre 2023 · 20:42 · 3 min di lettura
Firenze rischia di sprofondare?

In questo periodo di maltempo intenso, si stanno moltiplicando alcuni segnali che, secondo noi, non sono da sottovalutare, per quanto riguarda la stabilità della nostra città. Oltre ai distacchi di cornicioni dai palazzi, sempre più frequenti, l’ultimo dei quali, ieri mattina, in Via Ponte alle Mosse, al quale si riferisce la foto di copertina ed a corredo dell’articolo, infatti, sempre ieri, ma nel pomeriggio, si è verificato uno strano caso di allagamento che ha causato la chiusura totale anche ai pedoni del Ponte del Pino, snodo viario molto importante da e per le Cure ed il Campo di Marte, fino alle 6 di stamattina. Perchè diciamo che si tratta di un caso strano? La stranezza dell’evento sta nel fatto che l’acqua ed il fango che hanno invaso il Ponte del Pino, non sono di origine meteorica, quindi non sono letteralmente piovuti dal cielo come nel caso della recente alluvione a Campi Bisenzio e nel Pratese, ma provenivano dal basso, vale a dire dal sottosuolo. In pratica, la cosiddetta “talpa” nome già inquietante di per sè, vale a dire il macchinario che sta scavando il tunnel per il passante dell’alta velocità ferroviaria, ha bucato nella sua “cecità” tipica dell’animale del quale prende il nome, un foro di carotaggio effettuato anni fa, all’inizio dei lavori ed oggi in disuso, dal quale sono fuoriusciti acqua e fango di risulta degli scavi. Si tratta, a nostro avviso, di una prova concreta del fatto che Firenze, non è una città adatta ad essere scavata per opere del genere, in quanto il suo sottosuolo, è un vero e proprio enigma ancora da decifrare,  ma che sicuramente presenta numerosi corsi d’acqua, la cui presenza doveva essere nota nei tempi  antichi, altrimenti non si spiega come mai la cinta muraria, oggi rappresentata dai Viali di Circonvallazione disegnati dal Poggi, malgrado l’enorme importanza demografica, economica e politica della città, delimitasse un territorio interno tutto sommato limitato e limitante per le suddette caratteristiche. Riteniamo quindi, aldilà delle speculazioni politiche delle opposizioni, di destra e di sinistra, che, ovviamente con toni diversi, hanno subito annunciato di voler dare battaglia sull’argomento lunedì prossimo in Consiglio Comunale, occorra riconsiderare l’urbanistica di Firenze, avendo il coraggio di rinunciare ad opere altamente impattanti sulla città che la espongono a rischi di stabilità, a fronte di ben pochi vantaggi, rappresentati da una manciata di minuti di percorrenza in meno con l’alta velocità, verso Roma, o Milano. Sinceramente crediamo che i tempi attuali, siano già molto competitivi e che non valga la pena creare problemi, come quelli di ieri al Ponte del Pino, per fortuna limitati, ma che non sappiamo se in futuro, potrebbero ripresentarsi in maniera ben peggiore. La nostra “ecoansia” infatti, è orientata al rischio di uno sprofondamento di Firenze, più che al cambiamento climatico, perchè la “talpa” come la fortuna è cieca ed infatti buca dove non dovrebbe, mentre la sfiga, rappresentata dalla non conoscenza e dalla noncuranza di quel che si può trovare nel sottosuolo della città, ci vede benissimo.

Articolo e Ph. Luca Monti

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