Ben 7 premi Oscar vanno a “Everything Everywhere All at Once” ma uno anche a Pinocchio
La Notte degli Oscar, l’appuntamento più atteso per chi vive di cinema, che sia attore o regista, è stata un trionfo per il film ” “Everything Everywhere All at Once” diretto da Dan Kwan e Daniel Scheinert, che si è aggiudicato ben 7 statuette su 11, sei delle quali nelle categorie principali, prima volta di un successo del genere nei novantacinque anni di vita della manifestazione. La pellicola che racconta le avventure di un’insegnante di origine cinese, che si ritrova proiettata in una sorta di universo parallelo nel quale deve salvare il marito oltre all’Oscar per il miglior film, si è aggiudicata, infatti, i premi per la miglior regia con i due Daniels, per la migliore attrice protagonista con Michelle Yeoh, per la miglior sceneggiatura originale, per il miglior attore non protagonista con Ke Huy Quan, per la miglior attrice non protagonista con la leggendaria Jamie Lee Curtis, e quello per il miglior montaggio. A tenere alto l’onore dell’Italia, sconfitta nelle due uniche nominations che erano quelle di Alice Rohrwacher, candidata all’Oscar con il corto “Le pupille” e Aldo Signoretti nella categoria “Miglior trucco e acconciatura” ci ha pensato, in qualche modo, Firenze, con l’intramontabile Pinocchio, che ha vinto l’Oscar per il miglior di animazione nella versione di Guillermo Del Toro, realizzata con la tecnica della stop – motion.

La conquista dell’ennesimo oscar, nell’ennesima versione, conferma che il burattino di legno, frutto della fervida fantasia di Carlo Lorenzini, che scelse per pubblicarne le “Avventure” lo pseudonimo di Carlo Collodi, riesce ancora, a quasi duecento anni dalla propria creazione, a stupire grandi e piccini e non a caso, contende alla “Divina Commedia” il titolo di opera letteraria più letta al mondo, anche se una vera classifica in tal senso non esiste, essendo praticamente impossibile contare le copie vendute nel corso del tempo e soprattutto quelle lette di seconda mano. Resta comunque la soddisfazione per questa nuova statuetta vinta, che pensiamo, in fondo in qualche modo sia dovuta, a Firenze, vista la sua somiglianza stilistica e di forma, fatte ovviamente le debite proporzioni, con quella conosciuta come “Ombra della Sera” capolavoro dell’arte bronzea etrusca, dunque toscana,


Luca Monti
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