Un falegname fiorentino ha rubato e rivenduto quasi 700 opere d’arte
L’indagine del Nucleo di Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Firenze, in collaborazione con l’FBI ha permesso di porre fine ad un’attività di furto e rivendita illegale di opere d’arte, che secondo gli investigatori, rappresenta uno dei furti d’arte a privati, più eclatanti mai registrati. Il traffico era gestito da un falegname fiorentino che nel 2018 per questioni lavorative, era entrato in contatto, con alcune famiglie benestanti della nostra città, per fare delle riparazioni alle loro case. Durante i lavori, il falegname sottraeva numerose opere d’arte dalle abitazioni, rivendendole, grazie ad una rete di altre undici persone composta da commercianti ed antiquari ma non solo, perlopiù fiorentini, che riusciva a piazzarle in tutto il mondo: dagli Stati Uniti. all’Inghilterra, passando per gli Emirati Arabi ed è questo il motivo per il quale, a coindagare, è stata anche l’FBI. Le opere d’arte rubate, quasi settecento, per un valore di oltre 3Milioni di Euro, erano per la maggior parte libri antichi, per i quali, il falegname aveva studiato la tecnica di sostituirli con altri, per non far notare gli spazi vuoti nelle librerie. Tra i volumi sottratti e restituiti ai legittimi proprietari, vi sono anche delle vere e proprie “chicche” estremamente preziose, quali: il “De Historia Stirpium Commentarii Isignes” di Leonhart Fuchs del 1542 un importante libro di botanica, rintracciato tramite il monitoraggio delle aste e vendite online e finito nella disponibilità di un collezionista veneziano che non era a conoscenza dell’origine furtiva del volume, come appurato dalle indagini. Ma tra i libri di estremo valore rubati dal falegname, vi era anche il: “De Honesta Disciplina” con firma autografa di Giorgio Vasari, titolo che fa sorridere pensando a quanto, invece, fosse disonesto l’artigiano e che forse gli ha portato sfortuna, visto che è stato scoperto. Ma oltre ai libri, anche altre tipologie di opere erano state rubate, quali: un piatto della dinastia Ming, ascrivibile al tardo periodo Kangxi, alla fine del XVII secolo, un servito in porcellana finissima, con decorazioni in oro zecchino del 1820, un dipinto raffigurante un “bue” a firma Giovanni Fattori e quattro piatti in ceramica bianca con decorazioni, recanti sul retro il timbro “Manifattura Ginori a doccia presso Firenze”, realizzate in esclusiva per la presidenza della Repubblica italiana.
Luca Monti
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