Ma le Key Box sono davvero un problema di degrado e sicurezza?
Come ormai è di dominio pubblico da tempo, il Sindaco di Firenze, Sara Funaro ha dichiarato guerra, al cosiddetto overtourism e la prima battaglia, è quella sulle altrettanto cosiddette, key box. Chi ci legge, sa che aborriamo i termini inglesi nei nostri articoli, ma in questo caso parlando di turismo ci paiono appropriati. Dopo questa premessa forse superflua, ma che ci tenevamo a fare, diciamo che siamo basiti di fronte alle considerazioni del Sindaco, che ritiene, che queste piccole scatolette, che poi non sono neanche contenitori di chiavi come l’inglesismo potrebbe far credere, bensì delle tastierine alfanumeriche, possano rappresentare un problema di degrado ed addirittura di sicurezza. Evidentemente il Sindaco, deve avere un concetto alquanto bizzarro di degrado, perché se delle tastierine attaccate a un muro, o ad un portone rappresentano il degrado a Firenze, cosa dire di intere strade del centro storico, che sono diventate veri e propri orinatoi a cielo aperto e centri di spaccio di droga praticamente H24 sette giorni su sette? Insomma si combattono delle tastierine peraltro piccole, che non si capisce a chi diano fastidio e si tollerano fenomeni di degrado e di sicurezza veri. Ma quello che ci sorprende ancora di più, è l’appoggio dato a questa battaglia di assoluta retroguardia del Sindaco, persino dal Ministro degli Interni, che ha diramato una circolare, per ricordare l’obbligo, da parte dei gestori di strutture ricettive dell’identificazione diretta dei loro ospiti e della comunicazione degli stessi, alla Questura, sostenendo che queste tastierine sarebbero un potenziale fattore di rischio, addirittura per eventuali terroristi che se ne potrebbero avvalere non venendo registrati. Fermo restando che siamo pienamente favorevoli a questo obbligo di legge, ci permettiamo di dire però, che forse il Sindaco ed il Ministro non sanno esattamente come funzionano ed a cosa servono davvero le key box, che prevedono invece proprio l’identificazione certa del cliente. Occorre, infatti, ricordare che la maggior parte dei bed and breakfast, sono situati, in locali di proprietà del locatore e siccome nessun proprietario di un immobile, che sia dotato di raziocinio lascia libero accesso allo stesso, a degli sconosciuti, ne deriva che le combinazioni alfanumeriche, che servono ad entrare nella struttura ricettiva, al posto delle chiavi fisiche, vengano rilasciate solo dopo la compiuta identificazione dei clienti e vengano cambiate ad ogni rilascio delle stanze, per generarne di nuove, per i successivi. Non vediamo quindi la ragione per la quale il Sindaco e addirittura il Ministro degli Interni, considerino un semplice strumento che semplifica il lavoro ai gestori di bed and breakfast come un problema di degrado e sicurezza. E soprattutto vorremmo capire cosa c’entrano le Key box, col fenomeno dell’overtourism, che, come già spiegato in precedenti articoli, dipende esclusivamente dalla mancanza di capacità di gestione del turismo, che in una città come Firenze, che è un museo a cielo aperto, deve essere spalmato sul territorio e non solo concentrato tra Uffizi ed Accademia. Insomma si ha l’impressione che, secondo il Sindaco, il motivo principale dell’arrivo a Firenze, di milioni di visitatori non sia la bellezza della nostra città, ma la presenza dei bed and breakfast, che sono solo una risposta, tra le tante possibili, alle esigenze alloggiative di tutti questi turisti. Ma il vero problema, è che questo modo di pensare, ha creato una nuova divisione sociale, con addirittura un comitato di persone, che, invece di pensare ai problemi reali della città, vanno in giro a mettere una x rossa, su queste tastierine come si vede nella foto di copertina ed a corredo dell’articolo, cosa peraltro alquanto discutibile, in quanto esse rappresentano un’estensione della proprietà privata altrui.
Luca Monti
Ph. Stefano Giannattasio
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