A Prato la Massoneria potrebbe diventare un movimento politico
6 Settembre 2025 pubblicato in Attualità
A Prato, è scoppiato un vero e proprio caso Massoneria, che potrebbe portare alla creazione di un movimento politico Massonico alle prossime elezioni comunale previste per la primavera del 2026. Facciamo la genesi di questo scandalo, che si sta svolgendo in più fasi, la prima delle quali, ha coinvolto pesantemente il PD portando alla dimissioni del Sindaco Ilaria Bugetti indagata per corruzione, ottenuta finanziamenti elettorali da parte dell’imprenditore Riccardo Matteini Brescia, Maestro Venerabile di una Loggia Massonica, che secondo gli inquirenti avrebbe portato i voti necessari all’elezione di Bugetti a sindaco di Prato. La seconda fase dello scandalo e non collegata direttamente alle vicende giudiziarie dell’ormai ex sindaco, è quella inerente Tommaso Cocci, ex consigliere comunale e candidato di punta pratese per Fratelli d’Italia, per le elezioni regionali che si svolgeranno tra poco più di un mese che ha denunciato di essere stato vittima di un caso di cosiddetto “revenge porn” con una foto che lo ritrae nudo che gli sarebbe stata rubata da anonimi per poi essere inviata ai vertici nazionali e regionali del suo partito, unitamente ad accuse di sue presunte partecipazioni a festini gay anche con minorenni ed uso di droghe. In tali missive, veniva anche rivelata l’appartenenza di Cocci alla medesima Loggia Massonica, di Matteini Bresci, circostanza confermata dal diretto interessato con la precisazione di essersi dimesso nel giugno scorso dalla stessa. A questo punto la vicenda della Massoneria, a Prato, ha preso una piega tutta politica, con Fratelli d’Italia, entrati in crisi e tentati di azzerare tutte le liste del collegio pratese, da sostituire con candidati diversi e dichiaratamente non massoni, proposta che ha visto schierarsi a favore anche Tomasi, il Sindaco di Pistoia, candidato del Centrodestra alla presidenza della Regione. Il PD anch’esso in imbarazzo per le connessioni ipotizzate tra la Bugetti ed i voti della Massoneria, ha a sua volta rilanciato con la proposta di Marco Biagioni, Segretario Provinciale di Prato, di escludere dalle liste i candidati non disposti a sottoscrivere una dichiarazione di non appartenenza alla Massoneria. Da qui parte, da Massimo Taiti, ex consigliere comunale quella che potrebbe essere solo una boutade ma anche no, chissà, vale a dire la costituzione di una lista civica composta da soli Massoni, per le elezioni comunali, che si terranno presumibilmente nella primavera del 2026. Aldilà di tutto da liberali integralisti quali siamo riteniamo che sia incredibile l’esclusione dalle liste dei partiti, dei Massoni, o di chiunque altro iscritto a qualsiasi altra associazione, perchè ci appare incostituzionale in quanto discriminatorio. Diverso il discorso per coloro che sono indagati, che hanno il diritto dovere, di chiarire la loro posizione in sede giudiziaria. Ma escludere dal diritto di voto attivo una persona solo perché risulta iscritta ad un circolo del bridge, del tennis, o di tifosi di calcio, o appunto ad una Loggia Massonica, oltretutto richiedendo una dichiarazione di non appartenenza, si pone come una grave discriminazione, oltre che una lesione al diritto di associazione garantito dalla nostra Costituzione. Insomma ci sembra che a Prato, più che uno scandalo stia andando in scena un pasticciaccio brutto parafrasando quello di Via Merulana a Roma, narrato nel 1946 da Carlo Emilio Gadda, in un suo romanzo.
Luca Monti