Anche i BTP diventano “verdi”
Sulla scia della crescente spinta, impressa da molti Governi, incluso il nostro, verso la cosiddetta transizione ecologica, anche i titoli di stato diventano “verdi”. Il Ministero del Tesoro, ha infatti emesso la terza tranche di BTP Green, con scadenza ad otto anni e volti al finanziamento di spese sostenibili dal punto di vista ambientale, in particolare in sei settori:
Efficienza energetica
Fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica e termica
Prevenzione e controllo dell’inquinamento ed energia circolare
Ricerca in campo ambientale ed energetico
Trasporti ecosostenibili
Tutela dell’ambiente e della diversità biologica
L’asta, è stata un successo, in linea con quanto registrato anche in occasione delle precedenti emissioni ed Il Tesoro ha collocato 10 miliardi di titoli verdi, a fronte di una domanda pari a 52,9 miliardi. Il BTP Green, con scadenza al 30 ottobre 2031 e tasso annuo del 4% pagato in due cedole semestrali, è stato collocato al prezzo di 99,888, che corrisponde a un rendimento lordo annuo all’emissione del 4,056%. Insomma, la transizione ecologica del nostro Paese, per ora, più che ridurre le emissioni inquinanti, sembra rilasciarne di nuove col sempreverde BTP, segno evidente che gli italiani, stanno diventando sempre più conservatori e preferiscono investire sul sicuro. A questo punto ci domandiamo se non sarebbe meglio, tornare all’economia “circolare” che ha caratterizzato gli anni dello sviluppo economico del nostro Paese, fatta di Titoli di Stato emessi a iosa, abbandonando l’idea di risollevarci con i fondi del MEF e del PNRR che sembrano più chimere che realtà, dal momento che nessuno pare ancora averli visti e che comunque, anche se ci fossero, sarebbero una spada di Damocle, pendente sulle generazioni future per la loro restituzione.
Luca Monti