Ferrovie, nuovi disagi in Toscana. Dal 27 al 31 Ottobre i “lavori di potenziamento” interrompono la linea tirrenica tra Pisa Centrale e Roma
In estate una brochure di marketing aziendale di Rfi diffusa sulle Frecce magnificava i “millemila” cantieri (per citare un noto personaggio comico di qualche anno fa, sedicente progettista del Ponte sullo Stretto) aperti grazie al Pnrr, con tanto di fotografia del Ministro operaio delle infrastrutture Salvini con caschetto di ordinanza. Il volantino diceva che sarebbero arrivati i cantieri parlanti.
Nei prossimi giorni, sarebbe interessanti recarsi ad Albinia per intervistare il cantiere che bloccherà totalmente la circolazione tra Albinia e Montalto di Castro, e chiedergli personalmente se sia veramente così urgente e imprescindibile.
Un’interruzione che comporta la totale paralisi della linea tirrenica Pisa- Roma per cinque giorni, quelli che precedono un lungo ponte festivo dove molte persone si spostano da Nord a Sud per le ricorrenze autunnali di Ognissanti e del 2 novembre, o semplicemente per alcuni giorni di vacanza. Senza contare che molti lavorano anche quei giorni, e magari hanno necessità di spostarsi tra Grosseto e Roma.
I treni a lunga percorrenza, le Frecce, gli Ic e gli Intercity Notte provenienti da Genova, Milano, Torino, saranno deviati sulla Pisa- Firenze Campo di Marte- Roma Tiburtina, senza comportare particolari disagi per chi dalle regioni del Nord o dalle provincie di Massa, Lucca e Pisa si deve spostare a Roma, o a Grosseto, raggiungibile comunque con i treni regionali.

L’isolamento ferroviario colpirà invece chi da Livorno e Grosseto deve spostarsi in Lazio e al Sud, costretto a ricorrere ai farraginosi “autobus sostitutivi” fino a Civitavecchia o a risalire a Pisa per istradarsi via Firenze. Il tempo di percorrenza previsto, secondo il sito di Trenitalia, varia dalle tre ore e mezza alle cinque ore tra Grosseto e Roma in luogo dell’ora e tre quarti impiegata normalmente dai Frecciabianca.
L’interruzione dei collegamenti con Roma ha ripercussioni anche per i collegamenti tra Grosseto e Livorno con la Liguria e il Nord, costringendo al cambio obbligato a Pisa, con la sola eccezione di un Ic che fa capolinea a Grosseto.
Nei giorni 28 e 29, si aggiunge anche l’interruzione, sempre per “potenziamento infrastrutturale” della tratta tra Genova Voltri e Savona. Chi dovesse spostarsi tra Ventimiglia e Civitavecchia si troverebbe di fronte a un vero e proprio incubo.
Le interruzioni per questi “lavori di potenziamento” seguono peraltro due mesi di rallentamenti tra Grosseto e Roma sempre per lavori, e un altro blocco tra Civitavecchia e Roma a luglio.
Al di là della retorica aziendalista e manageriale dispensata nelle brochure, siamo di fronte a un servizio che negli ultimi anni è peggiorato in maniera crescente, con la concentrazione di tutti gli investimenti sull’asse dell’Alta Velocità Milano-Salerno, con un numero di convogli forse eccessivo dato il continuo ingolfarsi dei nodi di Firenze e Roma (l’ultimo episodio nella capitale Lunedi scorso). Siamo di fronte a organizzazioni che pur svolgendo in teoria un ruolo di servizio pubblico sembrano essere interessate solo alle loro logiche interne e a una politica che continua a fantasticare di viaggi supersonici in quel domani che non arriva mai.
Alla retorica della transizione ecologica corrisponde il peggioramento radicale del trasporto pubblico, ferroviario e non, che unito alle crescenti restrizioni del traffico privato per le Ztl estese, come sta accadendo sia a Firenze che a Roma, rischia di determinare in alcune situazioni una specie di lockdown di fatto.
Ma forse a qualche creativo verrà in mente l’idea di collegare le città della linea tirrenica con un “Ponte Tibetano” tra Pisa e Roma….
Andrea Macciò
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