Ferrovie: tra estranei e guasti tecnici, la quotidiana odissea sulla Firenze-Roma nel paese delle fermate “ad personam”
Lunedi 27 novembre si è verificato l’ennesimo disagio nel nodo ferroviario di Firenze, causato da un fenomeno che sta diventando ricorrente in tutta Italia e che sembra essere particolarmente frequente proprio in Toscana: quello degli “estranei” o “persone non autorizzate” per dirla in aziendalese, sui binari
Leggiamo nel comunicato ufficiale di Rfi:
Alle 14.00 si registrano ancora ritardi nel nodo di Firenze causati dalle interruzioni alla circolazione richiesta questa mattina dalla Polfer dopo l’avvistamento di una persona in movimento a piedi tra i binari.
Le interruzioni sono state richieste dalla Polfer per consentire le operazioni che hanno portato all’individuazione e alla presa in consegna della persona, nei pressi della fermata a Firenze Statuto.
Questo ha comportato forti rallentamenti che finora hanno interessato: oltre 40 Alta Velocità e tre Intercity con ritardi fino a 100 minuti, mentre 30 Regionali in transito dal nodo di Firenze sono stati cancellati.
L’intercity notte Siracusa-Milano ha inoltre registrato ben sei ore di ritardo.
Quello che ci chiediamo è come sia possibile che, considerata l’imponente mole di denari proveniente dal “PNRR” a nessuno sia mai venuto in mente che in luogo di “lavori di potenziamento infrastrutturale” della cui reale utilità per i cittadini molti iniziano a dubitare, non sia possibile che i soldi vengano impiegati per isolare la sede ferroviaria con barriere fisiche almeno in prossimità degli snodi metropolitani, per evitare che “estranei” la cui motivazione ci resta oscura pensino bene di passeggiare tra i binari mandando in tilt non solo Firenze o Roma, ma un intero paese, o almeno ridurre la frequenza di questi episodi.
Senza contare che oltre agli “estranei” pare siano frequentissimi gli attraversamenti della sede ferroviaria da parte di non ben identificati animali.

In prossimità di alcune stazioni, come quelle di Milano e Pescara Centrale, già esistono delle barriere che oltre al rumore per le case limitrofe possono evitare questi episodi ormai tragicamente ricorrenti nell’indifferenza della regione e dei governi.
Tutto risolto? Per qualche ora, visto che stamattina i viaggiatori tra Firenze e Roma si sono svegliati con ritardi per un “inconveniente tecnico”.
Nel frattempo, ogni evento avverso meteorologico diviene l’occasione per “riprogrammazioni del servizio commerciale” che puntualmente si risolvono i tagli e riduzioni dell’offerta.
Basti pensare al caso della tratta Marradi-Faenza, della quale ci siamo occupati su questo giornale, chiusa ben oltre il periodo necessario al ripristino della viabilità per ragioni ferroviarie, o al lungo stop questa estate per lo svio di un treno nell’area di Firenze Castello. La “riprogrammazione del servizio commerciale” prosegue inoltre anche sulla Firenze-Viareggio dopo i danni per l’alluvione di novembre.
Come se non bastasse, il prossimo weekend sono previsti nuovi “lavori di potenziamento” tra Firenze e Roma con relativo aumento dei tempi di percorrenza tra le due città: ad esempio, il Frecciarossa aumenterà il tempo di percorrenza di oltre trenta minuti, e subito dopo altri lavori sulla stessa linea limiteranno i percorsi dei treni provenienti da Terni e Rieti e diretti a Roma Termini.
Non migliore appare la situazione sulla linea tirrenica Pisa-Roma, sottoposta a periodiche interruzioni per lavori nel grossetano e nell’area di Civitavecchia.
Senza contare che alcuni giorni fa un treno regionale è stato fermato a Maccarese perché una ragazza che si stava facendo la piastra ai capelli ha attivato il “sistema anti-incendio” bloccando la linea tra Grosseto e Roma. Sicuramente ne poteva fare a meno, ma altrettanto sicuramente era chiaro che non fossimo di fronte a un incendio. Ma, lo sappiamo, questo è il paese della Massima Precauzione tanto cara all’ex ministro della “Salute” Roberto Speranza.
E tutto questo, sperando che al “governatore” della Toscana Giani non venga in mente di imitare quello friulano Fedriga, che ha “sdoganato” tra il 2 e il 3 novembre l’interruzione preventiva della circolazione per allerta meteo.
Tutto questo, mentre il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida di Fratelli d’Italia fa fermare un Frecciarossa in ritardo, deviato sulla linea tradizionale per i soliti “motivi tecnici” alla stazione di Ciampino considerato che il suo appuntamento a Caivano era ormai saltato, per rientrare presumibilmente a Roma.

Un episodio che non può che farci pensare al leggendario “Marchese del Grillo” e al suo noto aforisma, anche se il sottosegretario Fazzolari dichiara che è una possibilità che ha ogni cittadino. Ne prendiamo atto, fiduciosi che alla prossima passeggiata degli estranei i viaggiatori non siano tenuti senza notizie sopra il convoglio per ore, ma siano “liberati” alla prima stazione.
Tutto questo è paradigmatico non solo della scarsissima credibilità della retorica pseudo-ecologista (un problema al giorno, se non di più, non è certo il modo migliore per incentivare le persone a scegliere il treno) ma anche dell’assoluta autoreferenzialità della classe dirigente politico-burocratica di questo paese. Chi nomina i dirigenti delle aziende di stato come quelle che gestiscono la circolazione ferroviaria? Trenitalia, come Rfi, è controllata da Ferrovie dello Stato, controllata a sua volta dal governo.
Ricordate lo slogan pubblicitario di qualche anno fa “Ci facciamo in quattro per voi”?
Peccato che siano tutte sliding doors, e che le aziende di stato siano utilissime a ricollocare chi è stato “bocciato” dai cittadini alle elezioni o non ha trovato spazio nelle liste bloccate.
Andrea Macciò
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