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Ferrovie: un’estate di disagi in Toscana con l’interruzione estiva delle linee Bologna-Prato e Aulla Lunigiana-Lucca

di Andrea Macciò
lunedì 19 Giugno 2023 · 11:01 · 4 min di lettura
Ferrovie: un’estate di disagi in Toscana con l’interruzione estiva delle linee Bologna-Prato e Aulla Lunigiana-Lucca

Non ci sono buone notizie per i pendolari toscani e i turisti che avessero intenzione di raggiungere in treno le località turistiche della Garfagnana attraverso una delle linee minori più suggestive d’Italia, la Aulla Lunigiana-Lucca.

Dopo il blocco nazionale della circolazione dovuta allo svio di un treno merci nei pressi di Firenze Castello il 20 aprile, la circolazione sulle linee Empoli- Firenze Castello, Firenze-Viareggio e Firenze-Bologna sulla linea tradizionale non è mai realmente tornata alla normalità, con il ripetersi nei giorni successivi di problemi tecnici di varia natura e “riprogrammazioni del servizio commerciale”

Ora arriva la doppia doccia fredda: per tutta l’estate, la linea Bologna-Prato sarà interrotta per “lavori di potenziamento infrastrutturale”: questo comporta non solo enormi disagi per i pendolari che da Prato ogni giorno raggiungevano il capoluogo emiliano, visto che l’interruzione prosegue per tre mesi e molte persone lavorano o si recano all’Università per sostenere gli esami anche durante l’estate, in particolare nei mesi di Giugno e Luglio, ma anche la cancellazione di alcuni collegamenti intercity sia diurni che notturni a costo relativamente contenuto tra Firenze e Trieste, che per tutta l’estate saranno istradati sulla Orte-Falconara, e dei collegamenti diretti tra Milano e Napoli-Reggio Calabria via Firenze, deviati sulla linea tirrenica o cancellati, con i viaggiatori che devono ricorrere ai più costosi treni ad Alta Velocita.

La chiusura della linea tradizionale Bologna-Prato determina anche l’assenza di una via alternativa che potrebbe essere utile in caso di guasti sulla linea AV.

Peraltro, il fatto che in nodi come Firenze o Roma i treni fermino a Santa Maria Novella e Termini e non in stazioni di transito determina spesso problemi nei nodi urbani stessi.

La linea Aulla-Lucca tra Castelnuovo Garfagnana e Aulla tra il 12 Giugno e il 30 agosto  sarà interrotta per “lavori di manutenzione straordinaria” disposti da Rete Ferroviaria Italiana tra Aulla e Castelnuovo Garfagnana. Gli stessi lavori che hanno determinato per un mese, dal 10 maggio all’11 giugno, l’interruzione della storica linea pontremolese tra Berceto e Pontremoli.

La predisposizione di bus sostitutivi assicura certo un servizio minimo, ma non garantisce la stessa efficienza del servizio ferroviario, costringendo i viaggiatori a numerosi cambi tra bus e treno.

Il problema della lunga interruzione estiva delle linee minori, ma molto usate da pendolari e turisti, interessa anche altre regioni. La linea Genova-Acqui Terme, gestita dalla Liguria, nonostante le proteste dei pendolari, viene interrotta per “manutenzione straordinaria” ogni estate ad agosto. Quest’anno, per la destinazione dei fondi del Pnrr al rinnovo delle infrastrutture, verrà interrotta non solo tra Genova e Ovada, ma per l’intera tratta.

È prevedibile che questo determini una proliferazione di questi cantieri, con il risultato di determinare disagi immediati per i viaggiatori, anche se alcuni degli interventi possono sicuramente essere in prospettiva utili a migliorare la circolazione.

Se parliamo con i pendolari che viaggiano in treno da molti anni, si evidenzia come il servizio sia oggi complessivamente peggiorato. Se 30 anni fa i treni circolavano salvo condizioni estreme anche con il cattivo tempo, oggi sono frequentissime le interruzioni per “danni dovuti al maltempo”. Come abbiamo scritto anche a proposito della gestione “in sicurezza” degli eventi, in Italia si è affermata una cultura della “massima precauzione” che prevede l’interruzione o la riduzione delle attività sociali in caso di rischio.

In alcune linee secondarie, come la Pontremolese, sembra che i periodi di circolazione normale interrompano i lavori di manutenzione straordinario o potenziamento infrastrutturale, e non viceversa come sarebbe logico.

Dietro la retorica della “transizione ecologica” non vediamo certo un paese nel quale le persone sono incentivate a spostarsi in treno o con mezzi pubblici efficienti.

La promessa è quella del paradiso differito, che abbiamo imparato a conoscere “in piena pandemia” allora era chiudiamo oggi per riabbracciarci domani, adesso è viaggiamo con disagio o in ritardo oggi per arrivare prima domani.

Ma quando arriverà questo domani?

Quello che è certo è che l’affidamento del trasporto ferroviario locale alle Regioni non ha di certo migliorato il servizio, visto che a differenza dell’Alta Velocità dove troviamo anche i treni di Italo avviene ancora in regime di monopolio di fatto, e che sono progressivamente scomparsi i servizi interregionali a media percorrenza, come quelli che fino a una decina di anni fa collegavano Torino a Livorno Centrale e di conseguenza alla Versilia, collegamenti che oggi non sono coperti neanche dall’Alta Velocità, esistono solo un paio di collegamenti intercity.

 

 

Andrea Macciò

 

 

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