Fiorentina – Hellas Verona La Pagella Viola Il Più in Palla Terracciano Il Meno in Palla Ikonè
Terracciano 8 Il Più in Palla

Poco da dire, compie un errore madornale dopo soli trenta secondi ma poi rimedia con gli interessi. Para il rigore, respinge sulla ribattuta, ferma il colpo di testa di Djuric, il tiro di Ngonge e il colpo di testa di Hien. Probabilmente ci siamo dimenticati anche qualcosa. Partitona.
Kayode 5.5
Un’accelerazione improvvisa spacca in due la difesa dell’Hellas, ma è una delle rare occasioni in cui si vede davanti. Dietro fa buona guardia, anche se non sempre in modo pulito. Non pienamente ritrovato dopo l’infortunio.
Quarta 6
Non sempre attento, soprattutto su Ngonge. Si vede meno nella solita fase di impostazione, ma è più concentrato dietro. (Dal 72′ Milenkovic 6. Domina sulle palle aeree degli ultimi venti minuti).
Ranieri 6+
Dà continuità alle ultime, buone, prestazioni. Altra prova di grande maturità e carattere su un gigante come Djuric.
Biraghi 6
Ngonge, è un cliente scomodissimo e non sempre riesce a tenerlo. Alla lunga prende le misure e porta a casa una prestazione sufficiente.
Maxime Lopez 5
Non è Arthur e già lo sappiamo, ma è in generale un passo indietro rispetto alle ultime prestazioni. Non riesce mai ad imporsi e a far girare la palla. (Dal 45′ Arthur 6.5. Cambia la musica a centrocampo e anche la squadra trova più fiducia in fase di palleggio. Essenziale).
Mandragora 5.5
Troppo nascosto, ancora una volta, tra i centrocampisti avversasi. Ci prova con un inserimento in area che impegna Montipó, ma nel ruolo di mediano davanti alla difesa non ha ancora trovato la quadra. (Dall’85’ Mina SV).
Sottil 6- Tricche e tracche, qualche spunto da fermo, poi uno strappo su Tchatchoua e tante giocate sostanzialmente uguali. Prova anche a mettere qualche pallone in mezzo, ma raramente pericoloso. (Dal 45′ Kouame 6. Dà una mano nella doppia fase e soprattutto mette in difficoltà la retroguardia dell’Hellas. Un jolly su cui Italiano sembra che possa contare).
Beltran 7
Prima parte da seconda punta, quasi da trequartista alla Bonaventura, poi va decisamente meglio da punta davanti (o al fianco) di Barak. Bravo a smarcarsi per calciare verso la porta e anche fortunato a trovare la deviazione giusta. Che sia un punto di svolta per l’argentino? Speriamo.
Ikonè 5 Il meo in Palla
Arriva due volte vicino alla porta e calcia inspiegabilmente in modo incomprensibile. Sembra quasi che gli manchi la fiducia, anche se di opportunità continua ad averle, pur senza sfruttarle.
Nzola 6-
Segna, ma sfiora il pallone di mano. Poi corre, si sbatte, si impegna, ma fondamentalmente il giocatore è questo. Non gli si può chiedere di segnare venti gol, anche se è lecito aspettarsi una maggiore precisione sotto porta. (Dal 45′ Barak 5.5. Il ritmo è quello che è, ma almeno mette pressione al Verona, in fase di costruzione. Deve ritrovare la miglior condizione, questo si vede, ma giocare aiuta senz’altro).
Italiano 5.5
La prepara onestamente malino, soprattutto se dopo trenta secondi viene letteralmente regalato un rigore agli avversari. Il Verona comunque domina per più di cinquanta minuti, poi il calo è fisiologico. Deve ringraziare Terracciano e le scelte dalla panchina. Premiato il cambio Barak-Nzola lasciando in campo Beltran. Poi a centrocampo fa quel che può con le assenze di Bonaventura e Duncan.
Jacopo Massini

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