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Il 13 Febbraio del 1652 nacque a Firenze il pittore Anton Domenico Gabbiani

di Luca Monti
giovedì 13 Febbraio 2025 · 15:29 · 3 min di lettura
Il 13 Febbraio del 1652 nacque a Firenze il pittore Anton Domenico Gabbiani

Il 13 Febbraio del 1652 nacque a Firenze, il pittore Anton Domenico Gabbiani. Si formò artisticamente presso Justus Sustermans, pittore fiammingo, molto amato dalla famiglia Medici. Nel 1673 si trasferì a Roma, dove studiò presso l’Accademia per gli artisti fiorentini operanti in quella città. Nel 1680 rientrò a Firenze, dedicandosi in un primo momento alla realizzazione dei ritratti della corte Medicea ed a vari affreschi di case e palazzi nobiliari in Toscana, per poi dopo un viaggio a Venezia, virare verso soggetti religiosi, anche pagani, come il “Banchetto degli Dei” dipinto per il soffitto di Palazzo Incontri, in Via de’ Pucci, opera che resterà incompiuta perchè durante la sua realizzazione Anton Domenico Gabbiani cadde da un’impalcatura, perdendo la vita, il 22 Novembre del 1726. La sua tomba si trova nella chiesa di San Felice in Piazza. L’opera che vi propongo, in questa Pillola d’Arte, è il “Ritratto di un Medico e Speziale” visibile presso la Pinacoteca Crociani Museo Civico di Montepulciano. Si tratta di un olio su tela di cm 106 x cm 89,5. Il dipinto dovrebbe essere stato realizzato intorno al 1685 su commissione del Gran Principe Ferdinando per la villa di Pratolino, insieme alla serie dei ritratti di “Musici” alcuni dei quali raffigurati insieme proprio a Ferdinando. E’ probabile, vista anche l’eleganza degli abiti del soggetto raffigurato nel ritratto, che sia stato scelto da Ferdinando, uno dei notabili dei “Medici e Speziali” come celebrazione indiretta della famiglia Medici, cosa non inconsueta e già realizzata nei secoli precedenti con simili allegorie. A confermare quest’ipotesi, vi è il fatto, che il ritratto arrivò a Montepulciano, intorno al 1861 ed è riportato negli inventari del Museo Civico, di quegli anni, come: “l’Effige di un Ciarlatano” in contrasto assoluto con la ricchezza degli abiti di fattura nobiliare. Questa definizione inventariale, infatti, risale al tempo dell’unità d’Italia e pare più il frutto di una damnatio memoriae, dei ricordi Granducali, anche allegorici, che di una vera e propria critica d’arte tant’è, che già nel 1909 nel primo catalogo a stampa del Museo Civico, la descrizione risulta modificata da “Ciarlatano” ad “Alchimista” mentre la paternità dell’opera, è attribuita a Sustermans, che come abbiamo visto, fu il maestro del Gabbiani. Solo in tempi recenti, si è finalmente provveduto a catalogare in modo corretto questo ritratto, che non ha nulla neanche dell’alchimista, come confermano chiaramente l’ampolla di vetro, tenuta dall’uomo nella mano destra e soprattutto l’iscrizione posta sulla scatola, appoggiata sul tavolo che recita: “Sughi potenti a ravvivar chi langue”. Si tratta dunque del ritratto di un Medico e Speziale, realizzato come allegoria della famiglia Medici, da Anton Domenico Gabbiani.

Luca Monti

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