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Il 18 Aprile del 1550 nasceva all’Impruneta l’architetto e pittore Alessandro Pieroni

di Luca Monti
venerdì 18 Aprile 2025 · 13:19 · 3 min di lettura
Il 18 Aprile del 1550 nasceva all’Impruneta l’architetto e pittore Alessandro Pieroni

Il 18 Aprile del 1550 nasceva all’Impruneta l’architetto e pittore Alessandro Pieroni. Si formò artisticamente da autodidatta, ma riuscì ad affermarsi, tanto da lavorare per la corte Medicea, sia a Firenze, che a Livorno, dove morì il 24 Luglio del 1607 ottenendo addirittura la commissione di un ritratto di Cosimo il Vecchio, che è l’opera che vi propongo per questa Pillola d’Arte. Si tratta di un olio su tela di 53 x 44 cm, realizzato intorno al 1600. L’opera, che l’artista riprese dal ritratto di Cosimo il Vecchio, opera del Pontormo, che si trova agli Uffizi rimuovendone la composizione scenica, per dare tutto lo spazio al personaggio, rappresenta una sorta di strano trait d’union, tra la pittura italiana e quella fiamminga, in quanto un altro ritratto di Cosimo il Vecchio, opera di Rubens, venne realizzato da quest’ultimo, proprio copiando quello del Pieroni e si trova anch’esso agli Uffizi, insieme a tutti gli altri ritratti di uomini illustri che decorano i corridoi della Galleria, a pochi palmi dal soffitto, al quale lavorò come affrescatore, anche il Pieroni. Insomma, il ritratto di Cosimo il Vecchio del Pontormo, viene copiato da Alessandro Pieroni, che a sua volta, viene copiato nientemeno che da Rubens. Forse l’opera del Pieroni, finì per qualche motivo fuori dalla disponibilità della famiglia Medici, molto probabilmente venendo regalata, come era uso fare all’epoca, per siglare qualche patto di amicizia o commerciale e si dovette ricorrere a Rubens, per completare la serie degli uomini illustri, altrimenti oggi agli Uffizi sarebbe esposto anche il dipinto realizzato da questo artista fiorentino, minore ma non troppo. Tuttavia, a voler essere maligni, si potrebbe ipotizzare, che lo “scambio” tra il ritratto del Pieroni e quello di Rubens, non sia stato casuale, ma architettato dai Medici, che in fatto di “scherzi ad arte” erano molto avanti. Esiste, infatti un precedente interessante, di quella che potremmo forse definire in termini odierni una truffa, ma che all’epoca, in fondo era una burla o poco più, che vide protagonisti proprio i Medici ed un’opera d’arte, guarda caso proprio un ritratto. Nel 1524 infatti, Federico Gonzaga, Marchese di Mantova, chiese, forse proprio per stipulare un accordo, a papa Clemente VII dei Medici, il “ritratto di papa Leone X con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi” realizzato da Raffaello. Clemente VII finse di acconsentire a tale richiesta, ma in realtà, consegnò a Federico Gonzaga, una copia di quell’opera fatta da Andrea del Sarto. Nel caso del ritratto di Cosimo il Vecchio, si potrebbe quindi ipotizzare, che l’opera di Rubens, fosse stata promessa per motivi simili a qualche altro potente, salvo poi consegnare, anche in quel caso, solo una copia, che altro non sarebbe che l’opera del Pieroni, da me propostavi oggi.

Luca Monti

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