Il 20 Febbraio del 1736 nacque a Firenze il pittore Pietro Giarrè
Il 20 Febbraio del 1736 nacque a Firenze, il pittore Pietro Giarrè. Figlio e nipote d’arte, ricevette i rudimenti della pittura dal nonno Giovan Filippo e dal padre Anton Domenico. Della sua vita conosciamo poco, se non l’iscrizione all’Accademia del Disegno di Firenze, tra il 1760 e il 1762 e che trasmise a sua volta l’amore per l’arte, al figlio Gaetano ed al nipote Raimondo, che però preferirono dedicarsi all’incisione invece che alla pittura. A Firenze lavorò prevalentemente al rifacimento delle decorazioni della sacrestia della Santissima Annunziata, per poi spostarsi nel pisano. Pietro Giarrè, morì dopo il 1791 anno dal quale non si hanno più sue notizie, in data e luogo, non precisati. L’opera che vi propongo in questa Pillola d’Arte è: “San Bruno” un affresco realizzato nel 1770 per la parete esterna che si affaccia nel Chiostro delle Foresterie, della Certosa di Calci e staccato negli anni ’70 con la tecnica dello strappo, che purtroppo ne ha compromesso la leggibilità e visibile nel complesso della stessa Certosa, oggi sede del Museo nazionale della Certosa di Calci, nella Cella Priorale. Come si vede dalla foto, il dipinto, si ispira ad una statua precisamente a quella dedicata a San Bruno, fondatore dell’Ordine certosino, scolpita a Roma dal fiammingo naturalizzato francese Renè Michel Slodz, nel 1744 per la basilica di San Pietro, dov’è tuttora visibile. Tale ispirazione, non fu spontanea di Pietro Giarrè, ma obbligata dai committenti, in quanto i certosini di Calci, volevano ricordare il cospicuo contributo di 500 Scudi, che quella Certosa aveva offerto proprio per la realizzazione della statua a Roma. La cromia dell’affresco, che, come detto, ha perso molto dopo il distacco di una cinquantina d’anni fa, è quella tipica del Giarrè, con un utilizzo abbondante della tonalità ocra, in contrasto con l’azzurro dell’ovale retrostante l’immagine del santo.
Luca Monti
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