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Il 23 Gennaio del 1575 nasceva a Fiesole il pittore Nicodemo Ferrucci

di Luca Monti
giovedì 23 Gennaio 2025 · 15:13 · 3 min di lettura
Il 23 Gennaio del 1575 nasceva a Fiesole il pittore Nicodemo Ferrucci

Il 23 Gennaio del 1575 nasceva a Fiesole, il pittore Nicodemo Ferrucci. Figlio dello scalpellino Michelangelo di Bastiano, divenne allievo del “Passignano” col quale collaborò a realizzare alcuni affreschi a Roma, città dove operò in prevalenza. Realizzò anche molti ritratti di altri artisti toscani suoi contemporanei. Le sue prime opere documentate risalgono al 1598. Si tratta di una Crocifissione per la badia di San Bartolomeo a Ripoli e di un dipinto a grisaille raffigurante il Duca d’Alba che riprende il governo d’Italia, parte di una serie di tele con episodi della vita di Filippo II realizzate per l’apparato funebre del sovrano spagnolo allestito nella chiesa di San Lorenzo a Firenze. Sempre in quegli anni affrescò, su commissione del conte Cattani da Diacceto, le “Storie e la gloria di San Romolo” nella cattedrale di Fiesole ed intorno al 1600 dipinse il “Sacrificio di Isacco” e “Melchisedech che offre il pane e il vino ad Abramo” nel coro della chiesa di San Francesco, sempre a Fiesole. Entro il 1602 ultimò col suo maestro, una parte della decorazione pittorica della badia di San Michele a Passignano. Tra il 1616 ed il 1624 eseguì cinque lunette con le “Storie di San Francesco” nel chiostro della chiesa di San Salvatore in Ognissanti a Firenze. Si tratta di: “San Francesco che dona al conte Guido Barbolani di Montauto il saio indossato quando ricevette le stigmate”, “La nobildonna Iacopa de’ Settesoli che assiste con i figli e con il seguito alle ultime ore di San Francesco”, “I frati scoprono le stigmate di San Francesco”, “Il Miracolo della guarigione del gregge” e “La Morte di San Francesco. Nicodemo Ferrucci, morì a Firenze, il 15 marzo del 1650. L’opera che vi propongo, in questa Pillola d’Arte, è: “Cristo di fronte a Pilato” un olio su tela di cm 201 x cm 132 passata ad un’asta della casa fiorentina Pananti, il 15 settembre del 2023 quindi, di proprietà privata e non visibile. Nel dipinto colpiscono alcuni elementi. Innanzitutto l’abbigliamento alla turca di Pilato, che rispecchia un gusto orientaleggiante piuttosto all’avanguardia in quel periodo. Ma notevoli sono anche le espressioni dei protagonisti della scena. Cristo, infatti, pare rassegnato ed inerme di fronte al suo destino, mentre lo sgherro, anch’esso abbigliato non certo come un militare romano, ma come uno dei tanti soldati più o meno stabili alle corti dell’epoca nella quale l’opera venne dipinta, pare scuotere il prigioniero e quasi tranquillizzarlo. Infine un altro soldato sembra guardare gli osservatori più che la scena il che fa ipotizzare che si potrebbe essere di fronte ad un autoritratto di Nicodemo Ferrucci.

Luca Monti

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