Il 25 Febbraio del 1505 nacque a Prato il pittore ed architetto Domenico Giunti conosciuto anche come Giuntalodi o Giuntalochi
Il 25 Febbraio del 1505 nacque a Prato, il pittore ed architetto Domenico Giunti, conosciuto anche come Giuntalodi o Giuntalochi. Si formò artisticamente presso il pittore Niccolò Soggi, che durante il suo apprendistato, lo mandò a lavorare prevalentemente nell’aretino, come copista. Forse stanco di essere relegato in quella zona ed in quel ruolo, abbandonò il maestro per trasferirsi a Roma, dove perfezionò gli studi prospettici per dedicarsi all’architettura, ottenendo la prestigiosa commissione dei Gonzaga, con Ferrante, che lo volle con sè, dapprima a Palermo e poi a Milano e Mantova. Domenico Giunti, morì a Guastalla (RE) il 28 Ottobre del 1560. L’opera che vi propongo in questa Pillola d’Arte è: La “Senavra” una residenza di campagna milanese, edificata nel 1548 per Ferrante Gonzaga, oggi inurbata e situata in Corso XXII Marzo, all’altezza del numero 50. L’edificio, che oggi è la sede della parrocchia del “Preziosissimo Sangue di Gesù” ha mantenuto la maestosità dell’antico palazzo residenziale, spiccando per la propria dimensione e per i mattoni che lo distinguono dagli altri edifici vicini. Non si conosce l’origine del toponimo Senavra, con cui il luogo è identificato, ma certo il luogo dove edificarlo venne scelto per la sua posizione tranquilla, ad occidente della città, dove i campi andavano verso il Lambro ed il defluire lento delle limpide acque dei fontanili assieme a filari interminabili di pioppi, facevano da scenografica cornice. Purtroppo i secoli ed una lunga serie di compravendite, hanno comportato molte modifiche all’immobile, che ha perso gran parte dell’aspetto originario, tranne il corpo centrale avanzato verso la strada ed i vari ordini di logge a colonne e balaustre, che cingevano le due corti, come anche le loggette esterne. Qualche anno dopo la morte di Ferrante Gonzaga, il figlio primogenito di quest’ultimo, Cesare, che fra l’altro era il cognato di San Carlo Borromeo, decise di spostare la propria corte a Guastalla e di vendere la Senavra, ad un altro nobile spagnolo don Giorgio Manrique di Lara. Tre anni dopo, anche costui cedette il palazzo barattandolo con diversi poderi posti in Senago e Senaghino, con i relativi vigneti ed il necessario per produrre il vino. Nel 1585 la Senavra, passò nuovamente di mano, perchè la proprietaria dovette venderla per saldare i debiti di famiglia e ad acquistarla, furono i monaci Benedettini di San Pietro in Gessate confinanti con la proprietà, tramite l’intervento di un ecclesiastico di un certo rilievo monsignor Giovanni Fontana, che infatti, poco dopo averla comprata, la donò a quell’ordine religioso. Ma neanche l’arrivo del nuovo secolo fece finire le traversie di quel luogo, perchè nel 1609 anche i Benedettini, se ne disfecero vendendola alla Contessa Olimpia Pallavicini, per la cifra di trentamila lire imperiali. E si registrano nel corso del ‘600 altre due compravendite, sempre tra famiglie nobili e l’ultima, a favore dei Gesuiti. nel 1780 vi fu posto l’ospedale psichiatrico cittadino e dalla fine dell’800 il Pio Ricovero per mendicità. Nel 1959 vi si inaugurò la “Parrocchia del Preziosissimo Sangue di Gesù” tuttora attiva in quella sede.
Luca Monti
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