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L’11 gennaio del 1494 moriva di peste Domenico Ghirlandaio

di Luca Monti
giovedì 11 Gennaio 2024 · 13:53 · 2 min di lettura
L’11 gennaio del 1494 moriva di peste Domenico Ghirlandaio

Oggi ricorre l’anniversario della morte di Domenico di Tommaso di Corrado di Doffo Bigordi, nome che, come spesso succedeva in quell’epoca, indicava anche fino a tre generazioni paterne. Per fortuna esistono i soprannomi che spesso identificano e rendono famoso come in questo caso il personaggio in questione, raffigurato nell’autoritratto della foto di copertina ed a corredo dell’articolo, conosciuto come Domenico Ghirlandaio, spesso abbreviato nel solo “Ghirlandaio”, che fu uno dei maggior pittori del rinascimento fiorentino. Il soprannome di “Ghirlandaio” gli venne attribuito perchè la sua famiglia era attiva nella produzione di ghirlande ed ornamenti per la testa. Malgrado sia stato come detto, un grandissimo artista per ricordare il quale riportiamo un’immagine di quella che, a nostro avviso, è la sua opera più bella, vale a dire l’Ultima Cena, affresco realizzato per la Badia di Passignano, nel Comune di Barberino Tavarnelle, il Ghirlandaio, è famoso per aver introdotto alla pittura un certo Michelangelo Buonarroti.

Fortunatamente per il maestro, Michelangelo, preferì dedicarsi prevalentemente alla scultura e dunque non ha adombrato più di tanto il Ghirlandaio, che visse di luce artistica propria, potendo lavorare proficuamente a grandi opere e per prestigiose committenze, pur morendo giovane, a soli 46 anni, appunto l’11 gennaio del 1494 stroncato dalla peste, anche se molto probabilmente si trattò di un’altra malattia non essendo registrata nelle cronache cittadine un’ondata di peste, come quella che colpì Firenze nel 1348 che ridusse la popolazione fiorentina del 28%. La diagnosi ufficiale della morte del Ghirlandaio, parla, infatti, di “febbri pestilenziali” che vogliono dire ben poco alla luce delle conoscenze mediche dell’epoca. Se comunque fu davvero la peste ad uccidere questo grande artista, probabilmente egli la contrasse a Pisa, città che il Ghirlandaio frequentava per lavoro in quel periodo e dove pare, che proprio in quegli anni, vi fosse un focolaio di tale malattia. Questo grande pittore fiorentino, è sepolto nella chiesa di Santa Maria Novella, dove nell’abside dipinse un meraviglioso affresco.

Luca Monti

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