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La disfatta di Autolinee Toscane

di Luca Monti
mercoledì 20 Dicembre 2023 · 13:51 · 3 min di lettura
La disfatta di Autolinee Toscane

La Toscana, sembra essersi trasformata nella nuova linea Maginot, per la grandeur francese, almeno sul fronte del trasporto pubblico locale. Calati in Etruria, dalle Alpi, poco più di due anni orsono, celebrati come i salvatori del sistema di trasporto pubblico locale regionale, i Galli di Autolinee Toscane rischiano ora di ritrovarsi spennacchiati e spernacchiati, tra disservizi, bus sporchi, scarsa segnalazione su orari e frequenze ed altre varie amenità. Questo articolo, che rappresenta la parte finale di un’inchiesta a tappe sul trasporto pubblico extraurbano, per quello urbano di Firenze, parla, infatti, la cronaca quotidiana, è praticamente in diretta essendo chi scrive, sul bus partito pochi minuti fa da Siena, in orario, questo va detto e diretto a Firenze. Il problema tra le due città, non pare essere dunque l’orario, ma la gestione delle informazioni sulle corse, dal momento che sul tabellone elettronico ultramoderno, chissà perché, non vengono mai riportati gli orari verso Firenze e quelli cartacei sono discordanti fra loro, col risultato che almeno dieci persone hanno fatto svariate volte su e giù, tra i bus in sosta al capolinea senese per scoprire quale fosse quello diretto a Firenze, che dovrebbe essere quello rapido via superstrada. Diciamo dovrebbe, perché lo scarto temporale tra il rapido e quello (veramente) lento con fermate intermedie praticamente ovunque, è davvero troppo stretto per capire su quale dei due bus, si stia salendo. La situazione, sempre testata personalmente da chi scrive, appare decisamente migliore a Pisa, dove orari e destinazioni sono precisamente indicati ed i bus sono disposti per corsie specifiche per ogni destinazione, come accadeva nei bei tempi passati, quando il monopolio ferrotramviario gallico, non esisteva ed ogni città, gestiva il proprio trasporto pubblico urbano ed extraurbano, in modo dignitoso, con aziende locali. Ma tornando alla disfatta di Autolinee Toscane, a certificarla, non è certo questa mini inchiesta, bensì il fatto che un bel numero di Sindaci, con in prima fila quello di Prato, che ha dichiarato di essere sempre stato contrario al regime monopolista attuale ha iniziato da circa una settimana, a chiedere di aprire tavoli di trattativa con l’azienda per rivedere il servizio, segno evidente che quest’ultimo non va e sta scontentando un po’ tutti. Autolinee Toscane, come prevedibile nicchia, anche perché gli amministratori dovrebbero sedere su troppi tavoli nello stesso momento, visto che tutti vorrebbero dire loro qualcosa. L’unica versione che trapela dall’azienda, almeno finora, è quella della scarsità di autisti, eppure da alcune fonti ben informate ci risulta che Autolinee Toscane, abbia addirittura creato un’accademia di formazione per aspiranti autisti, ai quali viene pagato pure lo stipendio prima ancora di entrare in servizio e garantita una corsia preferenziale, per svolgere gli esami per la patente, rispetto agli altri utenti mettendo in ginocchio l’operatività degli Uffici Provinciali della Motorizzazione specialmente a Firenze. Insomma i francesi non stanno facendo una bella figura, e per una volta forse, a passare da Macroni (i Macarons siamo noi Italiani nel loro idioma) sono proprio loro.

Articolo e Ph. Luca Monti 

 

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