Vai al contenuto

La “Sera dei miracoli” resta un’illusione: Fiorentina fuori dalla conference.

di Luca Monti
venerdì 17 Aprile 2026 · 15:46 · 3 min di lettura
La “Sera dei miracoli” resta un’illusione: Fiorentina fuori dalla conference.

Serviva vincere con almeno tre gol di scarto. Non sarebbe bastata una bella prestazione, un approccio grintoso: serviva un’impresa, citando Lucio Dalla, una “sera dei miracoli”. La Fiorentina, ci prova ed a tratti esprime anche un buon calcio e con gli effettivi attualmente a disposizione, fa probabilmente tutto ciò che è nelle sue possibilità. Ma, com’era prevedibile, non basta. Lo ha detto chiaramente Vanoli, nel post-partita: il vero rammarico è quello della gara di andata. Perdere 3-0 a Londra, incassando reti ampiamente evitabili contro un Crystal Palace, apparso tutto tranne che irresistibile, sia all’andata, ma soprattutto ieri sera al Franchi, è stato un suicidio sportivo. La sensazione persistente, è che persino la peggiore Fiorentina degli ultimi anni, decimata dagli infortuni e da un’assurda ondata di problemi gastrointestinali se la sarebbe potuta giocare alla pari contro gli inglesi. E fa ancora più male realizzare che una rosa costruita con criteri più logici avrebbe potuto dire la propria non solo stasera, ma probabilmente per la vittoria finale del torneo. Fa male pensare che in quattro anni di Conference League, non si sia riusciti ad alzare al cielo questa coppa, che per Firenze, ha ormai assunto i contorni di una vera e propria maledizione. Fa male pensare che, chissà per quanti anni, non rivedremo la Fiorentina, calcare quei palcoscenici europei a cui ci eravamo affezionati, nonostante l’importanza relativa della coppa. La cronaca della gara, racconta di un match che si mette subito in salita per una Viola, inizialmente goffa e contratta che viene punita dopo appena venti minuti dalla rete di Sarr. È un gol che rischia di tagliare definitivamente le gambe alla squadra di Vanoli, la quale, però, ha il merito di reagire con orgoglio trovando il pareggio su calcio di rigore trasformato dal solito Gudmundsson. A dare una piccola, ma illusoria scossa alla partita ci pensa Ndour, che si sta confermando la più bella sorpresa di questa gestione tecnica. Subentrato ad inizio ripresa, al posto di uno sfortunato Fagioli, fermato da un virus intestinale esattamente come Kean, il centrocampista trova subito la via della rete. Nel finale, la squadra di Vanoli, ci prova per forza d’inerzia, ma purtroppo, i sostituti non si dimostrano all’altezza della situazione e gli unici veri giocatori in grado di accendere la luce e fare la differenza – come Solomon e se vogliamo lo stesso Gudmundsson – per diversi motivi sono stati incapaci di reggere per novanta minuti. Il rimpianto per la disfatta londinese, è una ferita aperta che rimarrà tale, ma ora, esaurite le notti europee, non resta che blindare la salvezza in campionato e voltare definitivamente pagina. Il futuro è un foglio bianco che, da domani, andrà affidato in toto alle mani ed alle intuizioni di Fabio Paratici. Ecco ora le pagelle dei Viola:

De gea 6
Gosens 6 (Balbo sv)
Ranieri 6
Pongracic 6
Comuzzo 5.5 (Kouadio sv)


Fagioli 5.5 (Ndour 7 -il più in palla-)


Mandragora 6
Gudmunsson 6.5 (fabbian 5.5)
Harrison 6
Solomon 6.5 (Fazzini 6)


Piccoli 5 -il meno in palla-

Vanoli (Allenatore) 6

Giacomo Gorgi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *