L’Autoritratto del Perugino capolavoro rinascimentale da riscoprire
Firenze, si sa, è la culla del Rinascimento, ma non è stata l’unica città italiana, ad esprimere artisti e capolavori, in quel momento magico che va dagli anni venti del ‘400 a tutto il ‘500. Chi scrive, è da qualche tempo appassionato di autoritratti e per questo, oggi ci occuperemo proprio dell’autoritratto di un grande protagonista del Rinascimento Italiano, Pietro Vannucci, detto il Perugino. Non si tratta di una tela singola, ma di una porzione di un affresco molto più grande, che si trova, a Perugia, nella Sala delle Udienze nel Collegio del Cambio. I locali del Collegio del Cambio si trovano al pianterreno del Palazzo dei Priori e la Sala delle Udienze, era il luogo in cui i membri della corporazione si riunivano per discutere delle loro attività e dove ricevevano gli ospiti. Nel 1496 quella corporazione, incaricò appunto, il Perugino, di affrescare la Sala delle Udienze con un risultato finale che appare straordinario e che viene considerato il capolavoro dell’artista. Persino il vasari, che pure non era un ammiratore del Perugino, anzi, ne era fortemente critico, riporta questa tesi nelle sue Vite, esprimendo un giudizio molto positivo nei confronti di questo ciclo di dipinti e rammentando come molti lo ritenessero il suo lavoro più importante:
“Questa opera, che fu bellissima e lodata più che alcun’altra che da Pietro fusse in Perugia lavorata, è oggi dagl’uomini di quella città, per memoria d’un sì lodato artefice della patria loro, tenuta in pregio”.
Ma, come detto, non vogliamo occuparci della totalità del capolavoro del Perugino, anche per non rivelare troppo perchè magari qualcuno, approfittando del ponte del 2 giugno che si avvicina e della vicinanza tra Firenze e Perugia potrebbe avere voglia di andare a visitarlo e non vogliamo togliere il piacere della sorpresa e dello stupore, che questi affreschi scaturiscono naturalmente nell’osservatore. parliamo quindi solo dell’autoritratto dell’artista, che è veramente interessante, perchè del tutto fuori dagli schemi.

Anzichè, essere inserito in un contesto scenico, infatti l’autoritratto si staglia solitario sugli elementi decorativi di una parete della sala, nei pressi dell’entrata, appeso in una sorta di trompe l’oeil d’antan e sovrastante la seguente iscrizione in latino che lo descrive:
“Petrus Perusinus Egregius / Pictor / Perdita si fuerat pingendi / hic rettulit artem / Si nusquam inventa est / hactenus ipse dedit”.
La cui traduzione è:
“Pietro Perugino pittore egregio: se l’arte del dipingere era perduta, egli la recuperò, e se mai fino ad allora era stata inventata, egli la creò”.
Qualcuno tende a sminuire l’evidente egoicità di quest’iscrizione, attribuendola al suggerimento di un noto umanista dell’epoca, Francesco Maturanazio (Perugia, 1443 – 1518) che sarebbe colui che aveva studiato e progettato il piano iconografico degli affreschi, ispirandosi a Plinio ed a Petrarca, ma noi confutiamo quest’ipotesi, ritenendo più attinente al vero l’autocelebrazione di sé stesso da parte del Perugino, proprio per la particolarità della composizione dell’immagine, che non ha niente di eroico, o divino, ma anzi brilla per il suo eccezionale realismo, anche se quella sorta di pannello esplicativo che reca l’iscrizione, è stato utilizzato dall’artista, anche in altre scene di quegli affreschi. Insomma l’Autoritratto del Perugino, è definibile come una vera perla del Rinascimento Italiano.
Luca Monti
Il venerdì degli esodi si trasforma in incubo stop ai treni tra Pisa e Livorno
Il primo venerdì d’agosto, data particolarmente calda, non solo per il clima ma anche per la classica corrispondenza con l’inizio della vacanze…
Prof LUCA MONTI UN GRANDE CRITICO D’ARTE A LIVELLO MONDIALE I MIEI COMPLIMENTI DEA DE ROBERTI
Grazie un simile complimento da parte di un’artista una cui opera è stata alla Casa Bianca, mi fa molto piacere. Comunque non sono professore. Grazie mille!