L’eterna contemporaneità del David
Oggi vogliamo parlare del David di Michelangelo, non come icona rinascimentale, ma quale simbolo della contemporaneità artistica. Nessun’altra opera d’arte, infatti, continua dopo cinque secoli, a colpire l’immaginario collettivo, oggi come allora, dimostrando dunque pienamente di rappresentare l’essenza stessa dell’arte contemporanea, con buona pace dei vari Cattelan, Banksy, eccetera, certamente ormai entrati nella storia dell’arte, ma destinati al massimo ad essere ricordati su qualche manuale, mentre lui, il buon David, è ancora lì a sfoggiare orgogliosamente di fronte a migliaia di persone al giorno, le proprie palle nude, che all’epoca della sua realizzazione, furono il simbolo della vittoria dell’uomo comune, contro coloro che di palle, almeno sullo scudo araldico, ne esibivano sei, vale a dire i potentissimi e temutissimi Medici. E qui torniamo all’oggi ed all’eterna contemporaneità di quest’opera, dal momento che proprio le sue palle, hanno dato scandalo tra i bigotti della Florida, facendo sì che la preside della Classical School di Tallahassee, la professoressa Hope Carrasquilla, sotto le pressioni di alcuni genitori, si sia dovuta dimettere, rea di aver insegnato storia dell’arte, proprio mostrando ai suoi studenti di prima media la bellezza scultorea del David, definita pornografica. La notizia sarebbe ridicola, dal momento che i dirigenti di una scuola che si definisce Classical, dovrebbero conoscere il fatto che la maggior parte delle sculture “classicals” appunto, sono nude. Senza contare che l’essere umano, nasce nudo e muore altrettanto nudo, ma soprattutto che i medesimi genitori della Florida, che si sono scandalizzati per il David, molto probabilmente permettono ai propri figli di restare attaccati al telefonino senza alcun controllo parentale facendo sì che entrino in contatto con contenuti davvero pornografici e pericolosi per degli adolescenti. Per fortuna, nella stessa Florida, ci sono persone intelligenti, che sanno distinguere fra arte e pornografia, come un ragazzo che abbiamo conosciuto nei giorni scorsi, proprio all’Accademia dov’era in coda con la propria fidanzata, per vedere il David e che esibiva un tatuaggio sul braccio, che aveva come soggetto la testa dell’opera michelangiolesca, che evidentemente egli ritiene essere icona di bellezza e che ci ha permesso di fotografare.

Dunque contenti di sapere che anche in Florida c’è vita, chiudiamo auspicando che le palle del David di Michelangelo, continuino ad essere sbattute in faccia, ai bigotti di ogni dove e di tutte le risme, che devono farsene una ragione e se non se la fanno, che restino nella loro vacua ignoranza.
Luca Monti
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