L’ex assessore Massimo Mattei prende posizione sul cubo nero che deturpa Firenze

27 Agosto 2025 pubblicato in Attualità


Sono ormai diventate virali, in città, le polemiche sul cubo nero, che sovrasta i lungarni, tirato su, dove prima sorgeva il teatro comunale, naturalmente destinato ad ennesimo hotel di lusso, con buona pace dei proprietari di bed and breakafst, che si sono visti rompere con le tronchesi in diretta tv, le famigerate key box ed al contempo devono ammirare un panorama da città di provincia americana, certamente indegno del centro di Firenze, realizzato ad uso e consumo di clienti più ricchi dei loro. Insomma a Firenze, c’è qualcosa che non va a livello amministrativo, per quanto riguarda le politiche urbanistiche e quelle turistiche, per non parlare del traffico, perennemente bloccato per lavori impattanti per realizzare quel vero e proprio Golem, che è la tramvia. In questo acceso dibattito si inserisce il comunicato stampa di Massimo Mattei, ex assessore con delega a Mobilità, manutenzioni e decoro, nella giunta di Matteo Renzi nel quale, egli esprime il proprio parere, ma ne approfitta, anche, per togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Ecco il testo del comunicato stampa:

“Qualcuno si deve dimettere per questa offesa a Firenze. Mi ricordo che quando ero assessore la Sovrintendenza, non mi fece fare la pensilina per la tramvia in viale Fratelli Rosselli, perché all’interno dell’area Unesco. Provai ad oppormi ma furono irremovibili. Un funzionario zelante, in una riunione plenaria, mi ricordo che alle mie rimostranze sul fatto che le persone ad aspettare il tram dovessero prendere l’acqua mi rispose sarcastico: “Meglio farsi una doccia calda a casa piuttosto che sciupare la città più bella del mondo”. Incassai il colpo con un gran giramento di scatole. Anni dopo su viale Belfiore, vidi nascere uno student hotel per ricchi (e guardate che sono l’ultima persona che può permettersi l’invidia sociale, ma è così) che mi parve molto più impattante della mia pensilina, a salvaguardia della pensionata fiorentina, dello studente e – perché no – del turista. Ma magari viale Belfiore, era fuori dall’area Unesco e si potevano fare dei palazzi così grandi e non in linea con le architetture della zona. Non lo so. Mi pare strano, ma tutto è possibile. In questi giorni grazie ad un giornalista vero come Marcello Mancini, che ha sollevato il caso, si è aperto un dibattito su un obbrobrio che sciupa lo skyline (ormai sono internazionale…) di quella che per la sovrintendenza è la città più bella del mondo da difendere soltanto quando si tratta di fare cose per la gente normale. Per chi può permettersi investimenti importanti, per i fondi esteri che acquistano ogni cosa, per chi compra la trentesima casa per affittarla e spopolare il nostro Centro storico non c’è la stessa attenzione. Anzi. Si chiude un occhio, in questo caso tutti e due. Qualcuno si deve dimettere per questa offesa a Firenze. Mi parrebbe il minimo sindacale. La politica faccia un’analisi seria su quanto è successo. Il governo cittadino sia inflessibile nel caso emergessero proprie responsabilità a cominciare – mi pare abbastanza chiaro – dal mancato controllo. Non si dia per intanto la possibilità di abitare tale scempio e con gli uffici legali si cominci una battaglia vera con la proprietà dell’ex Teatro comunale. Le opposizioni si facciano sentire, avendo anche il governo nazionale dalla loro, per individuare responsabilità politiche (se ce ne fossero) e amministrative. Sulla Sovrintendenza mi taccio. Mi verrebbe da fare una tenda da campeggio in viale Fratelli Rosselli, per far sì che i fiorentini non abbiano più a prendere un goccio d’acqua. E vedere se hanno la faccia di dire qualcosa. Qualcuno ha sbagliato. E tanto. Se Firenze, è patrimonio dell’umanità come tutti, riempiendosi la bocca, dicono è stata fatta un’offesa all’umanità. Si butti giù quella torre imbarazzante e qualcuno vada a trovarsi un altro lavoro. Anche per dare l’esempio.”

Luca Monti





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