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l’ippodromo Federico Caprilli di Livorno dagli antichi fasti ai tempi moderni

di Yuliya e Alesia Savitskaya
martedì 27 Agosto 2024 · 20:23 · 5 min di lettura
l’ippodromo Federico Caprilli di Livorno dagli antichi fasti ai tempi moderni

Livorno e’ una città, nata dall’idea e dalla volontà dei Medici nel 1606, che, grazie al suo porto, divenne un’oasi di commercio e di libertà per tutte le religioni e le idee politiche, arricchendosi dell’intraprendenza e delle usanze delle più disparate nazioni straniere da cui provenivano i marinai delle varie navi, che attraccavano nello scalo marittimo labronico. Livorno, quindi, sin dalle sue origini, è la città più cosmopolita della Toscana e per questo, forse, anche oggi, è attraente per i fiorentini e non solo, con i ponti, i canali e gli antichi palazzi che si riflettono sulle acque quiete, insieme alla sua storia ed all’atmosfera particolare di questa città. Tuttavia Livorno non è solo una città di mare, ma anche di tradizione ippica, grazie all’ippodromo Federico Caprilli, che è famoso in Italia e in Europa per le corse di cavalli in notturna. Facciamo quindi una breve storia dell’ippodromo Federico Caprilli. L’ippodromo fu realizzato nel 1894 in prossimità del lungomare di Livorno, sui terreni un tempo occupati dal parco di Villa Letizia, che era sorta nell’Ottocento e dopo essere appartenuta a Stanislao Poniatowski e alla famiglia Vitelleschi, fu acquistata dai Cave Bondi (1873), per poi essere ceduta alla società immobiliare “Letizia” che realizzò, appunto, la struttura dell’ippodromo, inaugurato nell’agosto del 1894 alla presenza di ventimila persone. Nel 1937 l’ippodromo, fino ad allora conosciuto come “Ippodromo di Ardenza” venne intitolato a Federico Caprilli, livornese, capitano di cavalleria, nonchè ideatore del sistema naturale di equitazione e precursore della doma gentile. Col declino progressivo dell’ippica in Italia, anche l’ippodromo labronico ha subito la crisi e nel 2016 in conseguenza del fallimento della Labronica Corse Cavalli, che portò all’annullamento di quella stagione ippica, l’impianto è stato chiuso, per essere riaperto alle corse nel 2021 ed è tornato a portare avanti la tradizione. Oggi L’ippodromo, occupa un’area di oltre 180.000 m² mentre la pista, ha una lunghezza di 1250 m ed una larghezza che varia tra i 12 ed i 24 m. Inoltre la struttura è dotata di due piste di allenamento. L’ippodromo ha una capienza totale di circa 10.000 spettatori e 4.000 posti a sedere, oltre ad essere uno dei pochi in Italia, ad avere una pista completamente illuminata, in modo da permettere corse serali e notturne. Anche quest’anno la stagione ippica estiva del Federico Caprilli, è stata caratterizzata da un programma variegato, con corse dedicate alle tre specialità del galoppo in piano. I purosangue inglese, hanno avuto a disposizione due Handicap principali, il Premio Livorno di domenica 21 luglio, vinto da Deadline, montato da Alessio Satta e la 79esima Coppa del Mare che si è corsa venerdì 16 agosto ed ha visto la vittoria di Sopran Pechino, che continua a dimostrarsi un cavallo affidabile e vincente dopo il successo dello scorso nel Gran Premio Città di Varese
l’altro handicap estivo italiano di grande tradizione, montato da Andrea Mezzatesta. Nella stessa giornata si è svolta un’altra corsa di grande tradizione, il Criterium Labronico (per i puledri di 2 anni) vinto da Cape Alava, montato da Mario Sanna. Ma soprattutto il 16 agosto, la pista del Federico Caprilli, ha visto una grande novità: una corsa di Gruppo 2 riservata alla nobile razza dei Purosangue Arabo, la prima in assoluto di questa categoria sul terreno dell’ippodromo labronico. La corsa, disputatasi alla presenza di Faisal Al Rahmani, presidente dell’IFAHR (International Federation of Arabian Horses Racing Authorities che l’ha fortemente voluta e sponsorizzata, ed è stata vinta dal favoritissimo Altajani VDC, montato da Dario Di Tocco, rappresenta, per il Federico Caprilli, un’importante prospettiva di future collaborazioni internazionali. Tutto questo, ci fa capire, come le corse dei cavalli non sono solo uno sport grazioso ma anche una sorta di spettacolo emozionante, che si può definire anche come una tradizione culturale. Così come ogni sport, infatti, ha le sue regole chiare e precise, anche la tradizione di frequentare le corse dei cavalli ha una sua storia e dei suoi criteri. Questa stagione calda e densa di corse ippiche, ha dimostrato un buon livello di preparazione dei partecipanti, attraverso i quali si vive e diremmo quasi, si respira un’intensità di emozioni e professionalità. Tuttavia, il dress code (stile/forma di abbigliamento) del pubblico lascia molto a desiderare. Purtroppo si è perso il concetto secondo il quale, anche attraverso il modo di vestire ed il proprio comportamento, il pubblico dimostra l’importanza dell’evento o, al contrario, svaluta ciò che sta accadendo. Oggi purtroppo il concetto di buone maniere è stato cancellato come dimostravano molte persone, soprattutto giovani, vestite in modo non adeguato all’evento, tanto che sembrava che avessero appena lasciato la spiaggia, nonostante che le corse si svolgano di sera tardi e di notte. Ciò risultava soprattutto di cattivo gusto, intravedendo sullo sfondo, persone vestite in modo appropriato al luogo, all’evento ed all’ora, il che fa sperare, che la tradizione del dress code richiesto per questo tipo di eventi non sia andata del tutto perduta. Come dicevamo, infatti, il livello di ogni evento è creato da tutti i presenti: dagli organizzatori, dagli sportivi che partecipano e dal pubblico. Impariamo insieme a creare l’importanza ed il valore di ogni evento ed a mantenere un alto livello di cultura. Imparare le buone maniere ci aiuterà in questo. Per concludere vi invitiamo ad andare a vedere le corse dei cavalli al Federico Caprilli, frequentato non solo dai livornesi, ma anche dagli italiani provenienti da altre città e dagli stranieri, vi assicuriamo che è uno dei tanti buoni motivi per visitare Livorno!

Articolo e Ph. Alesia e Yuliya Savitskaya

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