L’Italia non è un Paese per giovani

16 Maggio 2025 pubblicato in Attualità


In Italia, uno dei principali problemi, è, a nostro avviso, la gerontocrazia imperante, che fa sì che i giovani più brillanti, come sottolineato anche da alcuni opinionisti ben più autorevoli di chi scrive, per avere una speranza di futuro debbano andarsene all’estero. E la conferma che l’Italia, non è davvero un Paese per giovani, la si ha, osservando anche cose, apparentemente insignificanti per la cronaca, quali la cosiddetta “rimaturità” che va oggi in scena al Liceo Classico Galileo, di Via Martelli, a Firenze, all’ingresso del quale si riferisce la foto di copertina e a corredo dell’articolo. Si tratta di un’iniziativa, giunta alla seconda edizione che riguarda ex studenti di quel liceo, che hanno preso la maturità mezzo secolo fa o quasi, che hanno la possibilità di cimentarsi nuovamente col greco ed il latino. I lettori si domanderanno quale sia il problema di questa iniziativa. Nessuno, ci mancherebbe, ma ci fa specie, pensare che un Liceo, che dovrebbe essere fatto per i maturandi di oggi, che spesso escono dalla scuola superiore, con tante nozioni generali, ma ben poca formazione culturale pratica, debba occuparsi di far baloccare, come si dice a Firenze, qualche attempato signore, più o meno coetaneo di chi scrive, nostalgico della propria gioventù, che il diploma già ce l’ha e l’ha usato per trarne profitti sociali, scrivendo la propria vita professionale. Il messaggio che passa, da quest’iniziativa, è chiaro, i più grandi, i cosiddetti adulti, devono occupare tutti gli spazi e voi giovani, ve ne dovete andare. Ma se questa è la concezione gerontocentrica della scuola, ci permettiamo allora umilmente di suggerire al Ministro dell’istruzione, di rimettere l’obbligo scolastico a quattordici anni, anzichè a sedici, per permettere ai ragazzi che escono dalla scuola media, di scegliere fra cinque anni di studio, salvo bocciature, ai quali ne dovranno seguire altri di università, che non garantiscono nient’altro che due fogli di carta timbrati, da incorniciare ed appendere alle pareti del salotto di casa perchè ormai, ci sono più avvocati e laureati, di quanti il mercato del lavoro ne possa assorbire, oppure di andare a bottega dagli artigiani, creandosi nello stesso tempo, se non addirittura meno degli studenti una posizione sociale ed economica indipendente, come idraulici, od elettricisti, mestieri che stanno scomparendo, ma che garantiscono introiti economici forse più interessanti di quelli di un avvocato tirocinante e molto più velocemente. In fondo è stata questa la formula che ha permesso all’Italia, in generale ed a Firenze, in particolare, durante il rinascimento, di prosperare. Ed anche i mitici anni del cosiddetto boom economico, fino agli anni ’80 sono stati tali per questa caratteristica sociale. Altrimenti rassegniamoci ad un Paese di vecchi, con idee vecchie, che si trascina stancamente e tristemente con le stampelle, anzichè camminare sulle gambe sane e sulle idee brillanti dei giovani, che spesso vengono “bastonati” solo per l’invidia e l’acredine degli adulti.

Luca Monti





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