Lucca: torna a far parlare di sè il sindaco del “divieto di seduta” negli spazi pubblici
In questi giorni torna a far parlare di sé il sindaco di Lucca Mario Pardini, eletto come “indipendente” sostenuto dal centrodestra alle amministrative dell’autunno 2022. Pardini, ex coordinatore dell’Area Movie di “Lucca Comics and Games” una delle più grandi manifestazioni nazionali dedicate ai fumetti, agli anime e al cosplay, una kermesse che ha anche guidato per due anni. Pardini è stato eletto al ballottaggio con il 51,03% dei voti contro l’avversario sostenuto dal centrosinistra Raspini, grazie all’apparentamento con le liste che sostenevano Fabio Barsanti, sostenuto anche da Casa Pound e da Italexit, e grazie all’endorsement esplicito di Andrea Colombini, il musicista lucchese divenuto uno dei volti noti della cosiddetta “controinformazione” che al primo turno aveva raccolta quasi il 4% dei voti con la sua lista “No Green Pass”.

Oggi si torna a parlare di Pardini dopo che il consiglio comunale lucchese avrebbe bocciato la proposta della minoranza di centrosinistra di intitolare una via della città toscana all’ex presidente Sandro Pertini, ex partigiano e storico esponente del Psi ligure.

Gli esponenti nazionali dell’opposizione, da Calenda a Schlein, hanno attaccato Pardini parlando di “criptofascismo” il primo e di scarsa chiarezza sui valori della destra la seconda. Il sindaco di Lucca, intervenuto a una trasmissione radiofonica, nega le implicazioni ideologiche della vicenda e afferma che si tratta di una questione tecnica: per l’intitolazione delle vie andrebbe presentata apposita domanda alla commissione toponomastica.
Non vogliamo entrare nel merito della questione toponomastica, anche perché sappiamo che la storia la scrivono i vincitori e in Italia ci sono vie, piazze e statue intitolate a personaggi come il generale sabaudo Enrico Cialdini, che di certo non ha lasciato un buon ricordo di sé al Sud e in particolare a Gaeta, l’ultima città del Regno di Napoli ad arrendersi.
Quello che possiamo notare è che le due fazioni non perdono occasione per mettere in scena inutili polemiche su temi di bandiera: con tutta probabilità, la minoranza sapeva che la mozione sarebbe stata respinta (esistevano, come ricorda lo stesso Pardini, precedenti simili in merito) e il sindaco non ha perso occasione per un’uscita a costo zero che sicuramente è utile a radunare il consenso del proprio elettorato.

Cogliamo invece l’occasione di questa polemica per ricordare che uno dei primi atti di Pardini come sindaco è stato quello di disporre il divieto di “sedersi, sdraiarsi o dormire sul suolo pubblico o nelle aree ad uso pubblico o aperte al pubblico passaggio” nell’autunno 2022, proprio nel periodo precedente Lucca Comics. La sanzione prevista varia da 25 a 500 euro.

Gli assessori Barsanti e Minniti affermarono allora che l’ordinanza è interpretabile: è discrezione delle forze dell’ordine multare o meno il trasgressore che osa sedersi su un muretto o appoggiarsi da qualche parte, invitando di fatto gli agenti a esercitare una discrezionalità che mette in discussione la certezza del diritto. E l’assenza di certezza del diritto è esattamente la caratteristica principale del cosiddetto “stato di polizia”.
Visto che le panchine latitano, spesso rimosse per garantire il rispetto del “distanziamento sociale” o la “sicurezza” come accaduto nell’area della stazione di Pisa Centrale tra il 2018 e il 2019, in alcune zone a quanto pare ci si potrebbe sedere legalmente solo pagando la consumazione in un bar o ristorante.
L’opposizione, rappresentata dal Pd, da movimenti civici e dal movimento Volt, quest’ultimo nell’estate 2021 tra i più accesi sostenitori del green pass, contestò nel 2022 l’ordinanza, ritenendola autoritaria e illegittima.
L’ordinanza di Pardini ha come motivazione ufficiale quella di contrastare il “degrado” e rimanda alle molte ordinanze simili emesse da amministratori locali, sia di centrodestra che di centrosinistra, con ambizioni da sceriffi, che delineano un’idea di governo delle città caratterizzata da un controllo spasmodico e asfissiante sugli individui: da quelle dei colleghi toscani Conti (Pisa, centrodestra, Lega) e Nardella (Pd, centrosinistra) sempre relative a sedute e “bivacchi” a quelle dell’ex sindaco di Terni, il leghista Leonardo Latini, neppure ricandidato la scorsa primavera dalla sua stessa maggioranza, e Rimini (centrosinistra) finalizzate a contrastare la prostituzione tramite l’emissione di divieti di “stazionamento” in varie aree della città.
Il sindaco di Pisa Conti, per evitare che gli studenti si sedessero sui gradini della “Normale” o stazionassero nella piazza, dispose appena eletto l’inaffiamento serale con acqua di Piazza dei Cavalieri, per scoraggiare chi volesse sedersi.

Senza contare un classico dell’estate: le ordinanze per il “decoro” che vietano di circolare in costume da bagno. Divieto che può anche essere comprensibile se riguarda i centri cittadini, che diventa inutilmente vessatorio se riguarda anche le passeggiate prospicienti le zone balneari, come avvenuto nell’estate 2022 sul lungo lago di Bracciano ad Anguillara Sabazia (Rm).
La cultura autoritaria e paternalista che considera tutti i cittadini colpevoli fino a prova contraria unisce in Italia destra, sinistra e a quanto pare anche pezzi consistenti di quello che allora si presentava come il cosiddetto “dissenso antisistema” e che, almeno in questa città, nel sistema pare essersi integrato benissimo.
Non possiamo fare a meno di notare che le misure di contrasto al degrado sono molto simili a quelle che furono le “misure di contenimento del virus”: divieti di seduta, divieti di stazionamento, divieti di “assembramento”.
Non si può negare che in talune città, specie con elevati flussi turistici, esistano problemi legati al vandalismo e alla cosiddetta “malamovida”, ma appare discutibile contrastarle emettendo divieti generalizzati che paiono utili sono a “dare un segnale” al proprio elettorato o a fare cassa. Anzi, come abbiamo sostenuto in altri articoli, a quanto pare agli amministratori locali mantenere il “degrado” di certe zone conviene, per poi usarlo quando necessario per la retorica elettorale.
Ricordiamo anche che nel 2019 l’accesso alla stazione di Lucca in occasione di Lucca Comics è stato per la prima volta disciplinato con ingressi contingentati e divisi secondo la destinazione (Firenze, Pisa, Viareggio, Aulla); una specie di prova generale di quanto sarebbe accaduto da lì a pochi mesi, con il rigido disciplinamento degli “assembramenti” ufficialmente per motivi sanitari.
Il divieto di seduta, che inizialmente sarebbe dovuto scadere il 30 Novembre 2022, a quanto pare è tuttora in vigore, a quanto si apprende dal regolamento di polizia urbana della città, all’art. 22. Il divieto di seduta comprende non solo i sagrati degli edifici di culto, ma anche i “muretti”, per esempio, quelli del circuito delle mura, e “gli spazi verdi”. Il regolamento è scritto in effetti secondo una formulazione che lascia ampia discrezionalità alla polizia municipale, ma di questo non c’è molto da vantarsi. La trasformazione dei diritti in “concessioni” è stata dei pilastri delle “misure” di Conte e Draghi, e si basava esattamente sulla produzione di norme volutamente interpretabili.
Qualcuno è stato realmente multato ex art 22 del regolamento di polizia urbana?
Come accaduto per le lambiccate regole sanitarie disposte dai vari Dpcm e Dl emanati negli ultimi due anni, dall’obbligo di mantenere “un metro di distanza” a quello di restare nei confini comunali, probabilmente solo nelle prime settimane, per “dare un segnale”.
A Pisa, studenti e turisti hanno ripreso a sedersi tranquillamente sotto la statua di Vittorio Emanuele di Savoia e sui muretti del Lungarno, nonostante il divieto resti formalmente in vigore: su di esso è calato il dimenticatoio mediatico. Una caratteristica tipica del modello di governo italiano: sono passati molti secoli, ma le “grida manzoniane” continuano a essere di moda.
Andrea Macciò
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