Massa, aumentano ancora i costi per il nuovo ospedale nei pressi dei binari. E a decidere tutto è la “Cabina di Regia”
Nei giorni scorsi i gruppi di opposizione del consiglio comunale di Massa hanno chiesto chiarimenti circa il previsto aumento dei costi del nuovo ospedale che, come Fiorenza Oggi ha già sottolineato in altre occasioni, sarà il primo in Italia a essere costruito a ridosso dei binari di una stazione, ovvero quella di Massa Centro.
I rischi di un’operazione del genere sono evidenti a tutti.
In Toscana è ancora fortissimo il ricordo della strage di Viareggio del 2009, nella quale l’esplosione di un treno merci che trasportava GPL provocò numerose vittime, danni alle strutture del quartiere dietro la stazione e forti disservizi al traffico ferroviario in tutto il paese. Il 3 febbraio, sempre a Viareggio, si è verificato un episodio simile. Un treno carico di GPL partito da Livorno si è fermato per un principio d’incendio. Per fortuna non è accaduto nulla, ma sono evidenti i rischi per le abitazioni in eccessiva prossimità a scali ferroviari interessati da questo tipo di traffico merci. È davvero il caso di costruire un nuovo ospedale in prossimità della stessa linea ferroviaria dove è avvenuta la strage di Viareggio? Non ci sono davvero alternative?

Senza contare che questa operazione potrebbe comportare “lavori di potenziamento infrastrutturale” sulla linea tirrenica, già falcidiata dalle interruzioni serali tra Pisa e Livorno che trasformano in bus molti treni serali tra le due città (costringendo al cambio chi da Livorno è diretto a Firenze) e rallentando di oltre due ore la corsa dell’Icn notte Torino-Salerno costretto alla sosta di due ore a Pisa.
Tra il 14 e il 18 febbraio, sempre per “lavori di potenziamento” nuove limitazioni dei treni regionali tra Viareggio e Pisa Centrale e aumento di tempi di percorrenza per Ic e Frecce.
Secondo quanto riporta la Consulta Popolare per la Sanità di Massa La responsabile della ASL per le zone apuane Monica Guglielmi è intervenuta dicendo che la ASL ad oggi non ha una idea di quanto lieviteranno i costi, l’unica cosa che garantisce è che i costi aumenteranno “inevitabilmente”.

La costruzione dell’ospedale, voluta fortemente dalla giunta Persiani, è diretta da una “cabina di regia” della quale fanno parte la ASL, i sindaci di Massa e Carrara, i sindacati Cgil, Cisl e Uil.
Come abbiamo tristemente imparato nel 2020-2021, la democrazia italiana è ormai commissariata dalle “Cabine di Regia” neanche la politica fosse una delle edificanti fiction di Raiuno su cantanti ed eroi risorgimentali.
Se la “Cabina di Regia” del 2020-2022 ci obbligò a quasi tre anni tra lockdown e libertà vigilata in nome del principio della “massima precauzione”, quella in versione apuana sembra non prendere in considerazione i rischi per i cittadini e i costi esorbitanti di questa operazione.

Da mesi la Consulta Popolare per la Sanità di Massa e il movimento Massa Insorge-Marco Lenzoni Sindaco si battono per opporsi a questo progetto e per la riapertura del vecchio ospedale di Massa.
Intanto le “Cabine di Regia” prosperano in tutto il paese, e dove c’è da spendere soldi pubblici, i costi lievitano sempre inevitabilmente.
Un caso per tutte, la vicenda della “peste suina” e il denaro speso per la “recinzione anti cinghiale” pagata con fondi europei a beneficio fra l’altro della protezione di terreni privati (alcuni terreni sono proprietà di alcuni degli stessi “trattori” che in queste ore stanno preparando la cosiddetta marcia su Roma).
Quando c’è da spendere denaro pubblico, le Cabine di Regia, gli esperti, i comitati scientifici, le task force sostituiscono di fatto i consigli elettivi o parlamento. E anche se a quanto pare ci sono dei registi, purtroppo, come direbbe l’Ispettore Coliandro, questo non è un film, ma la realtà di questo paese.
La Consulta Popolare di Massa ha preparato alcune domande “agli attori” della “cabina di regia”, ovvero alla Guglielmi e ai responsabili sindacali di CGIL, CISL e UIL, che riportiamo integralmente.
Le domande della Consulta Popolare per la Sanità Massa
1)Se invece di investire fondi per adeguare e riattivare l’ex ospedale di Massa come ospedale di comunità verranno spesi circa 17 milioni di euro per costruire il nuovo ospedale a ridosso dei binari della stazione, chiediamo alla Guglielmi e ai rappresentanti di CGIL, CISL e UIL cosa ne sarà della grandissima area verde e delle strutture del San Giacomo e Cristoforo? Verrà venduta per far cassa ai privati?
2) Cosa ne pensano la Guglielmi e i responsabili sindacali di CGIL CISL e UIL della strage di Viareggio e dell’idea assurda e pericolosa di fare un ospedale accanto al passaggio di vagoni carichi di GPL o di altri materiali pericolosi?
3) Alla “cabina di regia” e in particolare ai sindacati CGIL, CISL e UIL che ogni giorno si lamentano della carenza mostruosa di personale sanitario causato dalla mancanza di fondi, come possono avallare la spesa di così tanti milioni di euro per una nuova struttura inutile quando con meno della metà si potrebbero riattivare alcuni piani del San Giacomo e Cristoforo e fare le cure intermedie e i servizi di sanità territoriale?
4) Nel progetto del nuovo ospedale di comunità a ridosso dei binari sono previsti 20 posti letto per le cure intermedie. Con la chiusura dei due ospedali di Massa e Carrara il territorio ha perduto oltre 600 posti letto ospedalieri (dai 970 di prima ai 300 dell’ospedale per acuti NOA), dopo 10 anni di promesse di rafforzamento del sistema sanitario territoriale e delle cure intermedie vi sembrano sufficienti 20 posti letto? All’ex ospedale di Massa durante la pandemia sono stati attivati in due settimane 60 posti di cure intermedie perché spendere 17 milioni per avere 20 posti letto alla stazione?
5) La Guglielmi ha confermato che i lavori di carotaggio e di movimentazione terre per verificare la presenza di ordigni bellici e inquinanti si sono conclusi, su questi lavori durati mesi sono state fatte più volte segnalazioni ai vigili, ai Carabinieri e alla Procura sulla mancata esposizione dei permessi necessari, alla Asl e ai sindacati CGIL, CISL e UIL che dovrebbero vigilare affinché lo svolgimento di lavori così delicati vengano portati avanti nella più assoluta osservanza delle norme chiediamo se questi lavori sono stati autorizzati, e nel caso in cui lo fossero stati, perché non sono mai stati esposti cartelli con permessi e responsabili dei lavori?
6) Un anno fa quasi la Guglielmi su richiesta pubblica della Consulta Popolare per la Sanità di Massa disse pubblicamente che la ASL stava cercando “alacremente” un nuovo tecnico per riaprire il servizio radiologico chiuso al distretto di Via Bassa Tambura, vorremmo chiedere alla Guglielmi e ai sindacati se questo tecnico di radiologia è stato trovato o se in realtà non è mai stato cercato perché tanto il distretto di Via Bassa Tambura come quello di Villette verrà chiuso con l’apertura del nuovo ospedale di comunità alla stazione? Sono d’accordo Guglielmi, CGIL, CISL e UIL con la chiusura dei distretti di Villette e di via Bassa Tambura?
Consulta Popolare per la Sanità Massa
Se ci saranno risposte, Fiorenza Oggi vi terrà aggiornati.
Andrea Macciò
Il venerdì degli esodi si trasforma in incubo stop ai treni tra Pisa e Livorno
Il primo venerdì d’agosto, data particolarmente calda, non solo per il clima ma anche per la classica corrispondenza con l’inizio della vacanze…