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Massa: le attiviste di Rivoluzione Allegra ricorrono contro le multe per l’iniziativa “i tuoi diritti sono fuori servizio” contro il green pass sugli autobus. Anche le “misure” di Draghi saranno dichiarate illegittime come l’autocertificazione di Conte?

di Andrea Macciò
mercoledì 25 Ottobre 2023 · 10:24 · 4 min di lettura
Massa: le attiviste di Rivoluzione Allegra ricorrono contro le multe per l’iniziativa “i tuoi diritti sono fuori servizio” contro il green pass sugli autobus. Anche le “misure” di Draghi saranno dichiarate illegittime come l’autocertificazione di Conte?

 

 

Era il 6 dicembre 2021 quando l’ennesimo decreto emergenziale di Mario Draghi  estendeva l’obbligo del “green pass” anche per salire su autobus e treni regionali: dal 10 gennaio lo stesso, con un certo sprezzo del ridicolo, sarebbe diventato “super” ovvero ottenibile solo con la vaccinazione.

Sono passati meno di due anni, eppure sembriamo aver dimenticato tutto, compreso che una delle prime giunte regionali a lanciare l’idea del green pass sull’autobus è stata quella di destra-centro dell’Umbria guidata dalla leghista Donatella Tesei, e che l’attuale premier quando il cosiddetto “lasciapassare verde” fu istituito sui treni IC e Frecce non trovò di meglio che evidenziarne le “contraddizioni”: perché sul Frecciarossa sì e sulla metro B (almeno nelle stazioni non chiuse per “lavori di potenziamento infrastrutturale..) no? .

A poco tempo dalla pubblicazione della controversa legge sull’uso del cosiddetto “super green pass” nei luoghi aperti al pubblico e sui mezzi di trasporto indipendentemente dall’età degli utenti, una ventina di attivisti dell’associazione di promozione sociale “Rivoluzione Allegra” diedero luogo a una clamorosa iniziativa di disobbedienza civile dal nome “I tuoi diritti sono fuori servizio”.

Manifestazione di Rivoluzione Allegra a Massa, 2021

Secondo quanto affermano gli organizzatori dell’iniziativa, Rivoluzione Allegra “comunicò alla questura l’intenzione di salire sugli autobus di Massa senza esibire il Green Pass: poliziotti e carabinieri controllarono i nostri documenti e presero le generalità senza verbalizzare la sanzione per inesistenti motivi di ordine pubblico: dalla questura di Massa non ricevemmo nulla, mentre a distanza di pochi mesi 6 nostre attiviste identificate dai Carabinieri ricevettero altrettante multe da 400 euro l’una”.

Le attiviste del movimento apuano hanno deciso di opporsi alla sanzione presso il Giudice di Pace e le prime udienze si terranno a febbraio e a marzo del 2024.

Massa, la manifestazione “Rockdown” nel 2021

Nel caso della prima fase delle “misure” quelle del lockdown, dei congiunti e l’autocertificazione, è stata una sentenza del marzo 2021, del tribunale di Reggio Emilia, che assolvendo due persone che erano state processate per aver presentato una falsa autocertificazione che di fatto ha demolito l’approccio del lockdown generalista del governo Conte Bis, paragonandola a una misura penalistica come l’obbligo di permanenza domiciliare. “Un divieto generale e assoluto di spostamento al di fuori della propria abitazione con limitate e specifiche eccezioni – scrive De Luca nelle sue motivazioni – configura un vero e proprio obbligo di permanenza domiciliare. Tuttavia, nel nostro ordinamento giuridico, l’obbligo di permanenza domiciliare consiste in una sanzione penale restrittiva della libertà personale» disposta «dal giudice penale per alcuni reati all’esito del giudizio o, in via cautelare, in una misura di custodia cautelare disposta dal giudice nella ricorrenza dei rigidi presupposti di legge all’esito di un procedimento disciplinato normativamente” La sentenza, cui fecero seguito diverse altre, di fatto confermò quanto molti che erano definiti “negazionisti” dicevano già nel 2020, ovvero che le misure di Conte disponevano una sorta di detenzione domiciliare di massa non compatibile neppure con una Costituzione che mette davanti i diritti collettivi a quelli personali.

Manifestazione per la sanità pubblica, 2023

L’iniziativa delle attiviste di Rivoluzione Allegra potrebbe essere altrettanto dirompente: se venisse sancita l’illegittimità di una “misura” che potrebbe essere riconosciuta in contrasto con il principio dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, cadrebbe ogni pretesto giuridico per un eventuale ritorno di misure apertamente liberticide in caso di altre “pandemie” vere o presunte, e sappiamo che nel mondo della post-verità cambia poco.

Rivoluzione Allegra ha indetto un sito in sabato 28 ottobre alle 17, 30 in Piazza Aranci, appoggiato anche dal movimento Massa Insorge guidato da Marco Lenzoni, che in comunicato ricorda come i governi Conte e Draghi abbiano scaricato sui cittadini le inefficienze del sistema sanitario italiano e i gravissimi errori compiuti in quella fase storica.

Rivoluzione Allegra ha avviato una raccolta fondi per sostenere le attiviste per le spese legali, “in una battaglia di civiltà per la difesa dei diritti fondamentali della persona come il diritto di circolazione, affinché non capiti mai più quanto abbiamo visto succedere nel biennio 2020/2022”. Informazioni per aderire sui canali di Rivoluzione Allegra.

 

Andrea Macciò

 

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