Massa: sgomberato dalla giunta Persiani lo Spazio Popolare di Via San Giuseppe Vecchio
Ieri mattina all’alba il quartiere di Villette a Massa si è svegliato con un’imponente operazione di polizia: l’obbiettivo era lo sgombero dello “spazio popolare” di Via San Giuseppe Vecchio, uno dei cosiddetti “spazi occupati” gestito dal Partito dei Carc e da altri movimenti e associazioni della città apuana. Lo spazio, nato per contrastare la chiusura del distretto sanitario di Villette, era diventato un punto di riferimento per il quartiere e la città intera. Ospitava una “palestra popolare” nella quale si svolgevano attività sportive di vario tipo rivolte a giovani e meno giovani, e attività culturali come presentazione di libri, e attività culturali, ludiche, sociali, politiche, presentazioni di libri, giornali e riunioni.
“Un luogo dove incontrarsi e discutere delle cose che succedono, e per questo un luogo che fa paura” afferma un esponente dell’Unione Sindacale di Base di Massa.
Lo spazio di Via San Giuseppe era aperto anche durante i lockdown, per supportare con aiuti alimentari e non le famiglie del quartiere nel corso della chiusura e la sospensione forzata della vita sociale disposta non solo dal governo “giallorosso”, ma appoggiata senza riserve anche dai partiti che stanno attualmente governando: basti pensare che la prima chiusura, quella delle stazioni ferroviarie lombarde di Codogno, Pizzighettone-Maleo e Casalpusterlengo, è stata disposta dalla giunta lombarda guidata dal leghista Fontana.
La mozione di sgombero è stata approvata una settimana fa dalla giunta Persiani, che ora parla con toni trionfalistici (e indubbiamente un certo sprezzo del ridicolo, anche se letteralmente l’occupazione era formalmente illegale) di “ripristino della legalità”. Fra la Lega e Fratelli d’Italia è guerra di comunicati stampa per intestarsi lo sgombero, un’operazione a costo zero, ma che sicuramente incontra i favori di un certo tipo di elettorato che si accontenta di una politica che “dà segnali” di questo genere: non a caso una delle prime misure del governo nazionale fu il cosiddetto “decreto rave” che nella sua versione iniziale avrebbe potuto colpire in maniera durissima la libertà di manifestazione, poi mitigato a seguito di emendamenti voluti da Francesco Paolo Sisto e Alessandro Cattaneo, l’ex sindaco di Pavia, di Forza Italia.
Fratelli d’Italia annuncia che la politica degli sgomberi non si ferma: “la lotta alle occupazioni abusive da parte della sinistra estrema non si ferma qui, dopo l’ex palestra popolare infatti chiederemo il ripristino della legalità anche nei locali utilizzati a Montignoso dal sedicente Centro Sociale Casa Rossa” e con una stilettata alla Lega, il partito di Meloni afferma di “non essere geloso” dell’operazione che anche la Lega di Persiani si intesta.


Secondo il Partito dei Carc, lo sgombero è un’operazione cosmetica per coprire le inefficienze e gli errori della giunta Persiani: “Stiamo assistendo in queste ore a una “battaglia” a suon di post e comunicati tra partiti della maggioranza e Fratelli d’Italia per accaparrarsi il merito e la paternità di questo sgombero. Comprendiamo benissimo la tensione di questi signori a fare proprio questo merito, evidentemente lo sgombero dello Spazio è e sarà l’unica promessa che riusciranno a mantenere.»
«Sono così celeri con lo sgombero dello Spazio Popolare ma non mettono mano a nessuno dei problemi che affliggono le masse popolari di questa città: dai salassi di Gaia, alle infinite liste di attesa per un esame, all’assenza di una medicina territoriale efficiente, alla povertà diffusa sino ad arrivare alla devastazione e all’incuria del territorio e alle problematiche del mondo del lavoro”

Contro lo sgombero dello spazio popolare si sono espressi anche il movimento “Massa Insorge- Marco Lenzoni sindaco” in prima fila nell’opposizione ai provvedimenti della giunta Persiani, dal caso Sogegross a quello del Parco di Via Ugo Pisa alla costruzione del nuovo ospedale in zona stazione (che, per inciso, immaginiamo sia foriero di “lavori di potenziamento infrastrutturale e conseguenti ritardi sulla linea tirrenica per Roma e Genova) e il movimento “Rivoluzione Allegra” tra i più attivi della Toscana nell’opporsi alle “misure” autoritarie del biennio pandemico 2020-2022, dai lockdown al green pass contro il quale ha organizzato non solo manifestazioni, ma anche iniziative concrete come il “trasporto solidale” a scuola quando ai non vaccinati era vietato persino salire sugli autobus e supporto legale a chi aveva manifestato appunto per il diritto al trasporto pubblico nella fase più dura delle restrizioni.
Se formalmente l’occupazione dello spazio di Via San Giuseppe Vecchio era “illegale” è tuttavia legittimo pensare che se il centrodestra italiano fosse autenticamente “liberale” applicherebbe il principio di sussidiarietà, e dialogherebbe con i cittadini che si organizzano dal basso per realizzare attività sportive, sociali e culturali. Non sarebbe stato possibile trovare un accordo con le associazioni e le realtà locali che gestivano lo spazio, in una città che dal punto di vista culturale, di aggregazione sociale ed eventi offre pochissimo? Nell’indifferenza generale ha chiuso da alcuni mesi anche l’edicola della stazione che offriva servizi vari: ma allo stesso tempo vediamo un restyling esteticamente opinabile della piazza antistante, secondo la logica della politica del selfie.
Tra il 2021 e il 2022 chi scrive ha seguito, partecipando di persona, per questa testata molte delle manifestazioni e delle iniziative di Rivoluzione Allegra contro le misure liberticide dei governi Conte e Draghi, e il lavoro di opposizione sul territorio del movimento Massa Insorge.

In quelle piazze, ad esempio esponenti del sindacato di base Usb c’erano. Non c’erano invece molti soggetti che oggi si autorappresentano come “dissenso” a partire dai seguaci dell’ex sindaco di Roma Alemanno.
Quanto alla fuffa della cosiddetta “Commissione d’Inchiesta” sulla gestione pandemica, sulla quale la maggioranza ha fatto il pieno di voti non di destra alle politiche, abbiamo già scritto.
Oggi, nel 2024, la maggioranza che governa la città apuana è la stessa che compone il governo nazionale.
Viene spontaneo chiedersi, di fronte allo scontro tra movimenti che sono stati in prima fila negli anni della “pandemia” per difendere i diritti minimi dei cittadini, anche offrendo supporto concreto e una rete sociale alternativa, e la maggioranza di destra-centro con le sue stentoree dichiarazioni sul ripristino dell’ordine in città, da che parte stiano i resti del cosiddetto “dissenso”.

La risposta la possiamo trovare spostandoci a Lucca, dove il movimento “No Green Pass” di Andrea Colombini, Italexit, Ancora Italia e altre liste affini sono state determinanti nell’elezioni del sindaco espressione della maggioranza di governo Mario Pardini. Quanto alla “contro-informazione” crediamo siamo ancora impegnata a giocare alla Signora in Giallo o a difendere i diritti di Mammolo ed Eolo dall’attacco della cosiddetta cancel culture.
Andrea Macciò
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