Oggi è la Festa della Toscana sperando che l’eredità di civiltà di Pietro Leopoldo venga finalmente compiuta
Sono iniziate ieri e si concluderanno sabato 2 dicembre, le celebrazioni per la Festa della Toscana 2023 che cade proprio oggi 30 novembre. Siamo giustamente orgogliosi di questo evento che non è una festa qualunque frutto della velleità di qualcuno, ma l’anniversario di una riforma della giustizia penale, che possiamo considerare come pionieristica, in quanto nel 1786 il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo, abolì, primo nel mondo la pena di morte, la tortura, la confisca dei beni ed il delitto di lesa maestà. Tuttavia. Non possiamo non notare come alcune parti di questa riforma, siano state, nel corso del tempo, disattese e tradite. Se, grazie a Dio, infatti, la pena di morte e la tortura, appaiono, ormai giustamente, come dei retaggi culturali ancestrali, non si può dire altrettanto della confisca dei beni e del delitto di lesa maestà, che, invece, continuano ad esistere sotto altre forme. Ci riferiamo alla persecuzione fiscale, che prevede anche il pignoramento dei beni, mobili ed immobili, al disgraziato di turno, che non è riuscito, spesso non per colpa ma per reale difficoltà economica, a pagare i suoi debiti contro lo Stato o la Regione ma soprattutto alla gogna mediatica, che dalla stagione del covid ormai colpisce chiunque la pensi diversamente dal potente di turno. Come non vedere infatti, in tale prospettiva, il vero e proprio bando, emanato dal Sindaco Dario Nardella, contro un evento in programma domenica 3 dicembre, che vedrà protagonista il Ministro Salvini ed alcuni esponenti politici europei? Con quale diritto, il Sindaco, può invitare i Cittadini, a boicottare un evento politico solo perché non organizzato dal suo partito, oltretutto tirando in ballo la storia di Firenze, come città democratica? Bhe caro Sindaco, se parliamo della storia di Firenze democratica, essa non prevederebbe un atteggiamento di tale tipo da parte sua proprio in occasione della celebrazione della Festa della Toscana, che, come abbiamo detto rappresenta l’archetipo della democrazia liberale moderna. La vera democrazia, infatti, sta nel non condividere le idee altrui, ma accettarle e rispettarle comunque, soprattutto considerando che un Sindaco, dovrebbe essere super partes e che l’evento di domenica, coinvolge un Ministro della Repubblica, dunque un rappresentante dei Cittadini, non un pericoloso esponente di chissà quale movimento eversivo. Insomma ben vengano le celebrazioni della Festa della Toscana ma senza queste ipocrisie politiche. Auspichiamo quindi che il 30 novembre di ogni anno diventi davvero un giorno di remissione del debito fiscale, da parte della Regione Toscana, a fronte di comprovate difficoltà economiche dell’inadempiente e di libera circolazione del pensiero, dove ad essere bandita, sia qualsiasi forma di ostracismo ideologico. Solo allora la grande eredità di civiltà lasciataci da Pietro Leopoldo, potrà dirsi davvero onorata e compiuta.
Luca Monti
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