Oggi nel 1897 nasceva a Livorno il pittore Carlo Domenici
Il 18 marzo del 1897 nacque a Livorno, il pittore Carlo Domenici. Si formò artisticamente presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove entrò in contatto coi Macchiaioli, al cui stile rimarrà sempre fedele. La sua particolarità, che rende le sue opere tuttora apprezzate tra i collezionisti, era il modo di firmarle. L’artista, infatti, aveva l’abitudine di firmare i suoi quadri, prima nel colore con la coda del pennello e poi col lapis in alto, od in basso, oppure sul retro insieme alla data e al titolo dell’opera. Lavorò prevalentemente in Toscana, ma con successo e gradimento di pubblico anche internazionale, vivendo tra Livorno e l’isola d’Elba, dove morì, a Portoferraio, il 29 Giugno del 1981. L’opera che vi propongo, per questa Pillola d’Arte è: “Cavallino Bianco” olio su cartone di cm 38 x cm 48 che diventano cm 52 x cm 62 con la cornice, per una profondità di cm 6. L’opera è di proprietà privata e quindi non visibile. Il quadro è firmato in basso a destra, con un’ulteriore firma sul retro insieme al titolo ed alla data, che appare difficilmente leggibile, ma che dovrebbe essere 1945. Si tratta di un’opera nella quale l’artista, sembra essere sospeso tra la nostalgia di un mondo agricolo, ormai dissoltosi dopo la seconda guerra mondiale e l’accettazione del nuovo mondo industriale e tecnologico, che si affaccia all’orizzonte. Si arriva a questa conclusione, osservando le due figure, quella del cavallino bianco, che dà il titolo all’opera e quella del buttero, che lo porta a spasso. Non vi è infatti nell’opera un orgoglioso cavaliere ma un uomo quasi elegante, in camicia bianca e dal volto indecifrabile per i tratti di colore passativi dall’artista, che anzichè farsi portare dal cavallo, se ne mette al servizio. Un uomo che dunque pare aver abbandonato le abitudini agresti precedenti, ma delle quali ha nostalgia, tanto da desiderare rimanere comunque in compagnia del suo fidato amico quadrupede, sul volto del quale, pare esservi una certa tristezza. Il paesaggio sullo sfondo è quello dell’isola d’Elba, luogo nel quale Carlo Domenici, proprio in quell’inizio del dopoguerra, aveva cominciato a recarsi con frequenza, proprio per ritrovare quei ritmi lenti che nel continente si andavano smarrendo.
Luca Monti
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