Per il rotto della cuffia…
Ebbene, si, Giovedì 12 Marzo, alle 21, allo stadio Franchi, la Fiorentina, ha vinto per 2 a 1 la gara di andata degli Ottavi di Conference League, contro il Rakow Czestochowa, al 95esimo, pochi minuti prima del fischio finale. La partita aveva preso una brutta piega quando. al 60esimo, Jonatan Braut Brunes, cugino del più famoso Herling Haaland, attaccante del Manchester City, ha segnato il gol del momentaneo 1 a 0, superando Comuzzo e spiazzando un lento Christensen, portando così in vantaggio la squadra avversaria. Ma i nostri rivali non hanno fatto in tempo a gioire perché al 62esimo, trascorsi appena due minuti, Cher Ndur, ha calciato in rete la palla del pareggio su suggerimento di Mandragora, riportando l’incontro in perfetta parità. E sembrava proprio quello il destino della partita, quando, Albert Gudmundsson, su calcio di rigore concesso ai nostri ragazzi per fallo di mano di un difensore della squadra Rumena, ha portato la Viola, in vantaggio per 2 a 1 vincendo così la gara, proprio per il rotto della cuffia. Ma questa cuffia rotta non è certamente quella di una cara vecchia nonnina di altri tempi che si è rovinata con gli anni, né tantomeno quella di una spalla contusa, bensì, sembra che si riferisca all’antico gioco della Quintana, o del Saracino, quando il cavaliere che colpiva il bersaglio, doveva evitare di essere a sua volta colpito dall’automa girevole, che a volte centrava il suo copricapo, chiamato cuffia rompendolo. E da qui il detto “ha vinto per il rotto della cuffia“ proprio come la nostra Fiorentina. Ma non sempre abbiamo cuffie da indossare, che ci possano salvare all’ultimo momento. Stasera, alle 20,45 la Viola, incontrerà la Cremonese, in trasferta in una gara che potrebbe dare una svolta al nostro campionato, nel bene o nel male perché una nostra vittoria potrebbe allontanarci dal baratro della Serie B. E non servono bei cavalieri con cavalli e scintillanti armature, ma solo 11 fanti arrabbiati con 22 piedi che sanno far gol.
Rita 💜 Viola
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