Vai al contenuto

Quei quarantanove eroici tifosi Viola a Sivas

di Rita Cuore Viola
sabato 18 Marzo 2023 · 16:50 · 3 min di lettura
Quei quarantanove eroici tifosi Viola a Sivas

Quarantanove eroici tifosi Viola, sulle ali dell’ entusiasmo, sono volati fino in Anatolia Centrale, per sostenere la nostra Viola nella partita di ritorno degli ottavi di Conference League, che si è disputata giovedì 16 marzo, alle 18,45 ore italiane, contro la squadra turca del Sivasspor. Ad accogliere i nostri prodi, uno stadio tutto colorato di bandierine locali, stracolmo di tifosi della squadra del posto e di altre città del Paese della Mezzaluna, entrati gratuitamente per far volume ed intimidire i nostri ragazzi  con sonori fischi. Ed inizialmente ci sono quasi riusciti. In effetti ci siamo letteralmente impantanati in un terreno infido e melmoso che ha propiziato il gol dei nostri avversari al 35 esimo con  Yesilyurt, facendoci provare un brivido lungo la schiena, scomparso al 44 esimo dopo una bellissima rete segnata da Cabral e confezionata per lui da Nico Gonzalez. Il secondo tempo è  un crescendo per i nostri giocatori. Al 62 esimo, infatti andiamo in vantaggio con Milenkovic, al 78 esimo, i Turchi vanno in bambola e si fanno un bel autogol con Gutas ed infine, all’89 esimo Castrovilli, chiude la partita con il quarto gol, mettendo sul tavolo un bellissimo poker. Siamo ai quarti di Conference League!!! Ma perché il nostro grido di felicità ci deve restare in gola, offuscato da un qualcosa che lo blocca e lo fa restare in fondo al cuore? Perché la Fiorentina, spesso deve pagare un crudele pegno per avere vinto meritatamente? Una giornata di festa è stata adombrata dal gesto violento di un “ tifoso “ turco, che incapace di esprimere con le parole il suo dispiacere per aver perso la competizione, ha deciso che la colpa di tutto doveva essere del nostro Alessandro Bianco, entrato soltanto da pochi minuti e reo di aver gioito per la quarta rete appena fatta dai nostri e gli ha sferrato un pugno sul viso. È facile rompere il naso ad un ragazzo del 2002, che è rimasto come impietrito dal gesto, senza capire il perché. Ma non c’ è mai un perché. Non ci sono giustificazioni davanti alla violenza gratuita, alla cieca rabbia distruttiva che non lascia spazio al pensiero. È la stessa rabbia che colpisce chi non si può difendere e che si allarga per le strade di città  come Napoli, prima di una partita di calcio e lascia dietro di sé  fumo e rovine. Lo sport è sinonimo di pace e rispetto degli altri. Dobbiamo fermare chi  questo rispetto non ce l’ha. L’ uomo è  stato arrestato. E che la giustizia segua il suo corso. Adesso però testa al campionato.  Domani alle 15, infatti, ci aspetta il Lecce a Firenze. E non sarà una passeggiata. Ma noi andiamo avanti. Forza Alessandro Bianco! Forza Fiorentina!

Rita 💜 Viola

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *