Senza Lilleri un si lallera. Storia di un matrimonio e di fichi secchi
Domenica 28 gennaio, alle 20, 45 si è giocata la gara Fiorentina – Inter, valida per la 22esima giornata di Campionato, match che ha visto la Viola tornare in campo allo Stadio Artemio Franchi, dopo la Supercoppa Italiana, giocata a Riyad e persa subito in maniera imbarazzante contro il Napoli, nella prima giornata di quel Torneo. Ci aspettavamo nel frattempo dei nuovi giocatori che avrebbero potuto rinforzare la nostra squadra. Si sa che gli acquisti fatti nella sessione di gennaio non sono i migliori per il mercato, ma ci avrebbero fatto comodo come il pane e per ora non stanno arrivando. Siamo dunque scesi in campo, contro la prima del Campionato, senza disporre dei mezzi adeguati e perdendo per 1 a 0 e non serve recriminare sulla gara che è stata vinta con un gol di Lautaro Martinez, al 14esimo e che potevamo pareggiare al 75esimo su calcio di rigore, ahinoi sbagliato, da Nico Gonzalez, appena rientrato da un infortunio. Ed è inutile dire che un altro possibile calcio di rigore ci è stato negato al 36esimo, dall’arbitro Aureliano, non particolarmente adeguato alla direzione della gara. Ormai ci stiamo quasi stancando di suggerire che mancano dei calciatori sulle fasce ed in attacco, perché le cosiddette punte non fanno gol, anche se Nzola, domenica ha giocato meglio. l’Atalanta, ha riagguantato il quarto posto che fino ad ieri era nostro, la Roma, è quinta e la Lazio, si sta facendo avanti. Ma sembra che il problema degli acquisti sia anche quello di non dover superare un certo budget imposto dalla dirigenza Viola e questo limite potrebbe farci perdere un’occasione incredibile per entrare nell’Europa che conta. “Senza lilleri e un si lallera “ dice un vecchio detto toscano che sembra far riferimento al Tallero, moneta coniata a Firenze, dal Granduca Ferdinando I dei Medici, per facilitare il commercio con l’ Oriente. E quindi senza soldi non si va da nessuna parte e questo vale anche per la Fiorentina che per restare in tema di detti e proverbi, rischia di fare le “nozze con i fichi secchi” spendendo, si, pochi soldi, ma ottenendo giocatori mediocri perché quelli bravi di solito costano. Essere arrivati quarti, pardon, quinti, o addirittura sesti ad oggi è stato quasi un miracolo compiuto dai nostri ragazzi e dall’allenatore ma con i vari infortuni subiti e le partite perse, sembra che adesso non ce la facciano più a tenere il passo. Se non dovessimo acquistare nessuno, l’unica cosa che potremmo fare, è quella di comportarci come i personaggi presi di mira da questo proverbio, il Re Vittorio Emanuele di Savoia ed Elena di Montenegro, il cui matrimonio diede origine ad uno scritto a dir poco caustico e sprezzante del giornalista Edoardo Scarfoglio, in arte Tartarin, amico di Gabriele D’Annunzio e intitolato appunto ”Le Nozze con i fichi secchi”. Il pezzo, pubblicato il 27 Settembre 1896 sulle pagine del Mattino di Napoli, alludeva pesantemente alla differenza di mezzi della futura moglie e del piccolo stato del Montenegro, da cui proveniva, famoso, pare, per i suoi fichi essiccati, come voler evidenziare che era un matrimonio mal riuscito, nato nelle ristrettezze e che sarebbe andato poco lontano. Che cosa fecero allora i due promessi sposi? L’unica cosa fattibile. Unirono le loro forze e nonostante le diversità, ebbero un matrimonio felice vincendo ogni malalingua pronta a sparlare su ogni differenza di altezza e di pecunia e percorsero assieme gli scalini che li portarono sul Trono d’ Italia. Forse la Viola, potrebbe fare lo stesso e cercare di salire i gradini della classifica di Serie A, a prescindere dai fichi, secchi e non affidandosi ai propri giocatori senza ulteriori acquisti. Ma questa soluzione basterebbe alla Fiorentina per incidere sul Campionato come nei mesi passati? Speriamo di non doverlo constatare con mano.
Rita 💜 Viola
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